Dalla rassegna stampa Cinema

De Palma: l'arma del delitto? La passione tra donne

Applausi e qualche buu per il film con Noomi Rapace e Rachel McAdams
“Non sono cattive. Certo fanno paura, sono manipolatrici, intriganti, attraenti”

«Passion» Remake di Crime d’amour di Corneau, racconta la lotta tra capo (McAdams) e sottoposta (Rapace)

INVIATA A VENEZIA
Brian De Palma torna sul luogo del delitto. Gira un film, Passion, che ne ricorda altri (da Vestito per uccidere a Omicidio a luci rosse), lo condisce con le sue ossessioni preferite, lo affida a due identità femminili forti, la bionda (Rachel McAdams) e la bruna (Noomi Rapace) che, in fondo, sono l’una lo specchio dell’altra, diverse manifestazioni dell’insondabile eterno femminino: «Questo è un film sulle donne, dove gli uomini sono manipolati, usati, scopati, picchiati. Non m’interessa mettermi a fare dichiarazioni filosofiche sul perchè di questa scelta, dico solo che racconto la storia di una lotta di potere tra signore e di un omicidio misterioso».

Applausi, ma anche parecchi «bu» di disapprovazione hanno accolto, ieri mattina, la proiezione della pellicola per la stampa. Reazioni da festival, accentuate dal fatto che De Palma era un altro degli autori attesissimi e che, stavolta, come altri, non ha mantenuto del tutto fede alle promesse: «Ho accettato di girare Passion perchè l’idea mi sembrava ottima e mi piacevano le personalità delle due protagoniste». Il punto di partenza è Crime d’amour, un film di Alain Corneau, ma De Palma lo ha arricchito di tutti i segni del suo cinema, dalla mania per i gemelli e per il doppio, alle deviazioni sessuali, ai sogni che s’intrecciano con la realtà modificandola. Il tutto condito con le musiche di Pino Donaggio, collaboratore dei suoi thriller più celebri, presente al Lido con l’aria quieta di chi gioca in casa: «Vivo qui, quando mi manca l’ispirazione, prendo la barca e vado in giro ad ascoltare la musica che viene dai canali». Per De Palma Passion è una rentrée: «Non mi cimentavo con il genere da anni, dai tempi di Doppia personalità, il film di Corneau mi era piaciuto, ma ho scelto un modo diverso per rivelare l’omicidio, avevo un sacco di idee e ho scritto la sceneggiatura in modo che ci fossero continue sorprese».

Al centro della scena il duello tra il sole e la luna, ovvero Christine (McAdams), elegante, disinvolta, senza scrupoli , e Isabelle (Rapace), timida, innocente, vulnerabile: «In genere alle attrici non piace interpretare ruoli di donne dominatrici, ma loro si conoscono, avevano già lavorato insieme in Sherlock Holmes di Guy Ritchie, e sono abbastanza coraggiose da saper lasciare realtà rassicuranti per avventurarsi in territori pericolosi». Tra attrazioni lesbiche e manovre per far carriera in ufficio, la più inquietante, alla fine, è la Isabelle di Noomi Rapace, esplosa grazie al personaggio di Lisbeth Salander e ormai lanciatissima nel grande cinema hollywoodiano: «Le donne di Passion – spiega l’attrice in smoking bianco – usano la sessualità come un’arma, uno strumento per raggiungere obiettivi». De Palma è entusiasta della sua prova: «Senza Noomi non avrei potuto fare il film».

Eppure le riprese a Berlino non sono state per l’interprete un periodo felice, anzi, lo sforzo di identificazione nel personaggio sembra abbia lasciato il segno: «Sono stata sul set per tre mesi e non è stato un bel periodo, mi faccio sempre prendere molto dai personaggi che interpreto, è successo anche stavolta, così mi capitava di svegliarmi di notte con incubi e senso di oppressione». Eppure le parti tormentate sono la specialità di Rapace: «Vorreste vedermi in un bel ruolo da casalinga senza problemi? Beh, dopo Passion ho fato un film tutto diverso, un ruolo da commedia. In genere, comunque, leggo le sceneggiature che mi arrivano, non voglio ripetermi e scelgo le storie che mi attirano». Il tema del potere, immerso in salsa De Palma, presentava molti punti d’interesse: «Quando si è costretti a muoversi in ambiti in cui bisogna sempre dare il meglio e non c’è tempo per dedicarsi ad altro – dice Rapace -, può succedere di diventare molto crudeli, e questo vale sia per le donne che per gli uomini».

Tra le scene clou della pellicola l’assassinio che si svolge in parallelo con la coreografia del Balletto di un fauno, basata sul celebre pezzo di Debussy e firmata da Jerome Robbins: «È un balletto che parla del bacio della morte. Isabelle bacia Christine come un boss mafioso bacerebbe qualcuno che sta per morire, e nella coreografia c’è un ballerino che bacia all’improvviso la sua partner sulla guancia, in un certo senso violandola, così come Isabelle viola Christine». Nel girotondo di delitti, tradimenti e castighi, le nuove tecnologie, telefonini, e-mail truccate, telecamere nascoste, svolgono un ruolo cruciale: «Sono sempre stato interessato a questo tipo di strumenti, e mi piace utilizzarli nelle mie storie. Viviamo in un’epoca in cui ognuno dispone di metodi per filmare e registrare». Lontano da Hollywood, circondato da collaboratori europei, De Palma si è trovato benissimo: «In Europa ci sono grandi talenti ed esiste la possibilità di realizzare film con budget più contenuti. I soldi, per l’arte, non sono sempre un bene, anzi ti obbligano a fare un certo tipo di prodotti. Oggi l’arco delle opportunità si è molto ampliato, si può girare in digitale praticamente a costo zero, quindi avremo molti più registi talentuosi che realizzano opere più personali».

Visualizza contenuti correlati


Condividi

Effettua il login o registrati

Per poter completare l'azione devi essere un utente registrato.