Dalla rassegna stampa Cinema

ON THE ROAD IL FASCINO ETERNO DELLA STRADA

Jack Kerouac e la Beat Generation. Quello stile che seduce cinema e moda

Dalla strada alle passerelle. Per poi tornare alla strada. E che strada: niente meno la mitica Route 66. Facendo, nel frattempo, una deviazione su Hollywood. Sì, arriva direttamente dagli Stati Uniti l’abbigliamento più in voga dell’estate. Quello “streetwear” che sembra mescolare generi e stagioni, colori e tessuti, epoche e tendenze. Che da una parte strizza l’occhio allo stile On the Road inteso con le maiuscole: ovvero l’abbigliamento da viaggio di chi, Jack Kerouac in testa, affrontava nei lontani anni Cinquanta le mitiche strade d’America. Rivisitato, però, nella versione patinata e hollywodiana del regista Walter Salles (che di viaggi se ne intende parecchio, essendo l’autore di un road movie famoso come I diari della motocicletta: sì, quelli di Che Guevara). E che nel suo nuovo film, l’On the Road presentato a Cannes e in Italia in sala dal 5 ottobre, ripercorre l’epico viaggio di Kerouac e il mito della Beat Generation. Con Kirsten Stewart nei panni di Marylou e Sam Riley in quelli del bel Sal Paradise. Quell’epopea di amori, sbronze, sesso, amicizia, rancori che generazioni di giovani hanno già trasformato in mito. E che nella versione cinematografica è condito da abiti pratici e leggeri: per necessità più che per stile. Le t-shirt sugli immancabili jeans per lui, con su giacche di pelle colorata per proteggersi dalla polvere. E le camice larghe annodate in vita e i pantaloncini cortissimi per lei. Perché il viaggio in autostop è lungo, lunghissimo, e nello zaino c’entrano pochissime cose. Direte: e che c’azzecca con la moda? L’On the Road di Salles è solo un film, che ai critici non è nemmeno tanto piaciuto (e se è per questo, nemmeno agli addetti ai lavori. Maripol, la stilista francese che negli anni 80 mise i rosari al collo di Madonna, non se ne fa una ragione: “Ma come si fa a voler ricostruire in studio quelle atmosfere e quello stile?”). Sarà. Ma a ben guardare lo stile On the Road del film — che rispecchia quello che abbiamo visto sfilare sulle passerelle estive, da Diesel a Liujo e Cavalli, in fondo proprio dalla strada prende ispirazione. Guardate certi accostamenti: come gli shorts indossati con gli stivali, la camicia da boscaiolo a coprire (o ad amalgamare) il tutto, proposto da Dsquared. E dite se non sembra uscita da quelle foto realizzate per il trendissimo inserto moda del New York Times, Style. Foto rubate, sì, ma da un gigante della macchina fotografica come Bill Cunningham. I cui giri per New York a cavallo di una bici a caccia di stili giovanili, tanto personali quanto innovativi, sono stati immortalati in uno splendido film. Una sorta di road movie con tocco fashion che s’intitola Bill Cunningham New York. Da una Strada, insomma, all’altra. Perché certi accostamenti parlano la lingua della strada, quella vera, quella di metropoli come New York e Los Angeles dove al mattino si squaglia dal caldo, e tutto a un tratto piove. Dove dal lavoro si va a giocare a calcio e viceversa, dallo jogging o dal mercato si va a un lussuosissimo party. E quindi gli accostamenti si fanno sempre più azzardati, sempre più estremi. Sempre più pratici. Come la strada, più della moda, alla fine richiede.

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