Dalla rassegna stampa Cinema

Dramma Cinecittà dietro la crisi c’è voglia di cemento

CARO direttore, il mio ricordo di Cinecittà risale agli anni Ottanta, quando facevo l’aiuto regista con Citti, Tognazzi, Risi e tanti altri.

HO FATTO lì il montaggio del mio primo film “Il bagno turco”. E ho voluto a tutti i costi Cinecittà, per “Magnifica presenza”, nonostante i costi che erano più alti in confronto ad altri. Ma io sono nostalgico e attaccato alle cose, per me Cinecittà rappresenta il cinema italiano. Ho girato anche “Cuore sacro” proprio nello storico Teatro cinque. E tutti i miei nove film sono stati sviluppati e stampati dietro quelle mura. Penso che si dovrebbe indagare sul perché è stata privatizzata Cinecittà. Credo che da anni ci sia stato un grande lavoro per arrivare alla fine esattamente ad un progetto di cementificazione dell’area. È come se fosse stata portata pian piano in ginocchio.
Io ho fatto di tutto per girare a Cinecittà, ma ci deve essere la possibilità di avere prezzi e servizi migliori. Ho parlato con Beppe Fiorello che ha lavorato recentemente lì in una fiction televisiva e mi raccontava perfino di un’invasione di pulci . Se si mettono prezzi alti e non si offre un buon servizio vuol dire che dietro c’è un progetto di trasformazione in qualcos’altro. Sto ragionando ad alta voce, cercando di capire. Ma le maestranze di Cinecittà sono le migliori del mondo e anche per loro bisognerebbe rilanciare questo tempio del cinema. Ho fatto lì “La finestra di fronte”, con dei pittori meravigliosi che hanno riprodotto le pareti di un esterno di un edificio con una maestria eccezionale.

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