Dalla rassegna stampa

Allontanato perchè gay

Ora le scuse del locale e licenziati i bodyguard

POLICORO – «Il nostro locale è aperto a tutti senza discriminazioni di sesso, preferenze sessuali, colore della pelle, religione. Ci scusiamo per quanto accaduto. I responsabili non lavoreranno più con noi». Così Piermaria Tarsia, uno dei gestori del Bambulè, lo stabilimento balneari – discoteca «storico» del Metapontino. Anzi, quando fu aperto, al limitare del Bosco Pantano prima del suo trasferimento al lido centrale della spiaggia del centro jonico, fu il primo a introdurre la musica night lanciando, di fatto, la «movida» notturna da queste parti. Il caso di omofobia denunciato da Rocco Corsano, agente di vip, collaboratore della trasmissione di Rai 1, La vita in diretta, per cui ha confezionato numerosi programmi promozionali dell’area, pertanto, ha sorpreso chi conosce la storia di «apertura» del locale. Una storia confermata dai gestori che hanno allontanato i responsabili e che, addirittura, hanno rivelato che avevano invitato come ospite colui che, poi, al di fuori dalla loro volontà, è stato fatto oggetto della pesante discriminazione.

Ricordiamo che Corsano ha denunciato che, mentre faceva la fila con una coppia di amici per entrare nella «notte» del locale nella serata con i dj del Nafoura, ha sentito uno dei bodyguard dire al collega: «Vedi, chi arriva mò? Il ricchione». E quando è arrivato il turno per entrare gli hanno detto: «Tu no». L’agente di molti vip ha fatto dietrofront, con i suoi due amici, senza provocare problemi ma rendendo noto l’accaduto. Al Bambulè, tuttavia, non si sono solo limitati ad allontanare i responsabili del caso ma hanno fatto di più.

«Invitiamo Rocco, che consideriamo una bella persona, per venerdì prossimo, nella nostra champagneria, per scusarci personalmente con lui. Se fosse stato qui, adesso – ha concluso Tarsia – lo avrei abbracciato. Gli mando, comunque, un bacione tramite la Gazzetta». Bacione raccolto da Rocco che, così, ha commentato la vicenda: «Accetto le scuse dei manager del Bambulè. Che fossi stato invitato, tuttavia, lo sento adesso. Nessuno mi aveva chiamato. Solo alle 4 di ieri ho ricevuto un messaggio dal dj Pippo Lonley che mi ha fatto le scuse a nome del management del locale avvisandomi che i responsabili erano stati mandati via. Ed accetto l’invito per venerdì prossimo. Ma posso dire che quella notte non ho dormito. Mi è rimasta tanta amarezza. Non volevo far uscir fuori il mio nome perché qualcuno potrebbe pensare che vado in cerca di pubblicità. È stata Flavia Frazzi, la capo casting de La vita in diretta, che mi ha minacciato: «Se non avvisi la stampa di cosa ti è accaduto non verrò mai più nel Metapontino».

Ed effettivamente in 33 anni mai mi era accaduta una cosa simile. Eppure la costa jonica è aperta alla diversità ed alla trasgressione. Ma l’omofobia fa sempre male».

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