Dalla rassegna stampa Libri

La dolce vita di Isherwood in Portogallo

… All’interno della piccola comunità non c’erano problemi (se non qualche rivalità tra i due ragazzi), l’omosessualità è la norma e dunque non c’è nulla da nascondere e nulla da esibire: quando, però, la madre di Christopher viene a Sintra in visita lui non manca di notare che tratta …

Un documento unico, firmato con Auden e Spender Sono cronache di giornate “lussuose” e molto intime
Lo scrittore inglese Cyril Connolly annotò nel suo diario alla data del 17 aprile 1934: «Perché non conosco Auden e Spender?». Stephen Spender Connolly lo conoscerà più tardi e insieme avrebbero diretto la rivista Horizon.
Se fosse, come si dice, entrato nel giro è probabile che insieme a Christopher Isherwood e agli altri già nominati si sarebbe trovato a Sintra, in Portogallo, tra il ’35 e il ’36 con l’intenzione di acquistare una bella casa grande e comoda e di restarvi a scrivere.
In realtà a Sintra ci andarono Isherwood e Spender con i ragazzi che stavano con loro, Heinz e Tony. Poi quando Spender e Tony se ne andarono arrivò Auden. Di quei mesi è rimasto un diario che esce ora in Italia in anteprima mondiale (Barbès editore) a cura di Mattew Spender, figlio di Stephen, che aveva avuto anche due mogli e, per la traduzione italiana, di Luca Scarlini.
Un libro firmato da Auden, Isherwood e Spender non è usuale, tanto più se si pensa che questo è un libro quasi involontario. Scrivevano per gioco e all’impronta, era vietato fare qualunque correzione e si alternavano nella stesura. La parte di Auden in realtà è minima, essendo arrivato più tardi, ma quello che attira il lettore è la freschezza dei ricordi: una conversazione senza filtri, anche se è probabile che alcuni momenti critici siano stati taciuti. I dattiloscritti erano rimasti tra le carte di Isherwood, in forma anche abbastanza precaria e sono qui integrati da alcune lettere (per esempio di Isherwood alla madre o tra Isherwood e Spender). A Sintra, che si trova a una ventina di chilometri da Lisbona, ed appariva bellissima e fatiscente, risiedeva allora una colonia inglese con la quale i giovani scrittori entrano subito in contatto, non senza qualche precauzione. Tra le signore ce n’è una che dipinge quello che vede (o crede di vedere) quando ascolta musica. Lo spiritismo è diffuso e anche l’idea della reincarnazione. Due signore pensano di essersi conosciute e strette la mano all’età della pietra… Ci si ride sopra, ma con discrezione. Affittata una casa grande e comoda per prima cosa comprano un cane: un botolo bastardo piuttosto brutto che viene chiamato Teddy ed affidato al giovane Heinz, il grande amore di Isherwood. Christopher lo ha conosciuto a Berlino. Non parla inglese. L’Europa precipita verso la guerra e il timore di Isherwood è che Heinz venga richiamato alle armi e debba partire per la Germania.
Il tema del legame omosessuale attraversa, in modo assolutamente discreto e innocente, tutto il diario, fin dal viaggio in nave verso Lisbona. All’interno della piccola comunità non c’erano problemi (se non qualche rivalità tra i due ragazzi), l’omosessualità è la norma e dunque non c’è nulla da nascondere e nulla da esibire: quando, però, la madre di Christopher viene a Sintra in visita lui non manca di notare che tratta Heinz gentilmente, ma come fosse un domestico. Matthew Spender nella sua introduzione parla dunque del Diario come di un raro documento storico. Non si deve dimenticare che l’omosessualità era condannata in Inghilterra e la convivenza creava problemi enormi. Ancora Matthew Spender ricorda come gli omosessuali inglesi middle-class avessero delle difficoltà a stabilire relazioni con uomini dello stesso gruppo sociale. Auden, sapendo bene di provocare, dichiarò una volta: «Penso che se chiedo a un membro delle classi inferiori di venire a letto con me, abbia il dovere di farlo». Ma ci sono altri due temi che attraversano il diario, senza mai essere trattati esaustivamente: la situazione politica e la scrittura. Stephen Spender era abbastanza attratto dal comunismo e stava lavorando ad un saggio politico, mentre Isherwood era sicuramente antifascista, ma non comunista. Isherwood aveva lasciato Berlino nel ’34, quando Hitler rafforzava il suo potere. L’Inghilterra non gli piaceva e non voleva tornarci: mentre era a Sintra stava completando Addio a Berlino che resta uno dei suoi libri indimenticabili. Con Auden, Isherwood stava lavorando ad una commedia The Ascent of F6…
Ecco cosa racconta nel suo diario privato, interpolato dai curatori nel Diario di Sintra.
«Beh, più di un mese è trascorso e siamo sempre qui. Niente ossa rotte per il momento. Nel frattempo Wystan (Auden) è stato con noi: è arrivato il 16 marzo e se ne va a Porto oggi (17 aprile n. d. r.) prendendo con sé il manoscritto della nuova commedia The Ascent of F6…
Wystan non è affatto cambiato: i suoi vestiti sono ancora con i buchi ai gomiti, le sue tozze dita dalle unghie smangiate sono ancora sporche e appiccicose per la nicotina: beve sempre dieci tazze di tè al giorno, deve fare un bagno caldo tutte le sere, impila sul letto coperte, cappotti, tappeti e tappetini; mangia ancora come un affamato, anche se non tanto come un tempo, e si mette quasi a piangere se il cibo non è di suo gusto: fuma come una ciminiera e si intasca tutti i fiammiferi che trova in casa…».
Il Diario di Sintra è un’occasione unica, cronaca autentica di giornate nelle quali si lavora e ci si diverte, si va a perdere soldi al casinò di Estoril o si fanno gite a Setubal, oltre che incursioni a Lisbona. E si allevano polli e conigli. Intanto la Spagna brucia, mentre il Portogallo, così a buon mercato per gli stranieri benestanti, è finito sotto il piede di Salazar. Ma tutto è ancora all’inizio e il lettore di oggi vorrebbe non avere il privilegio di sapere come è andata a finire.

IL DIARIO DI SINTRA
di W. H. Auden, C. Isherwood, S. Spender
Barbès, trad. di Luca Scarlini, pagg. 272, euro 16
DISEGNO: GABRIELLA GIANDELLI

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