Dalla rassegna stampa Libri

LE PAROLE DI MOGGI SUI GAY NEL CALCIO

Calcio& Gay/ Flavio Pagano ad Affari: “Basta offrire sacrifici umani al ‘dio Pallone’. Dichiarazioni di Moggi lasciano esterrefatti”

“Prandelli ha perso un’occasione per stare zitto. Poteva tenerselo per sé, poteva stare zitto e sarebbe stato meglio”. Così Luciano Moggi, ex dg della Juventus, alla Zanzara su Radio 24. “E’ sbagliato dichiarare di essere omosessuali – dice Moggi – una volta dissi che se avessi saputo di un calciatore gay lo avrei venduto subito. Ho ricevuto tante di quelle critiche che adesso sostengo una cosa: tutti omosessuali, così risolviamo la cosa”. E poi, ancora su Prandelli: “Un bel silenzio non fu mai scritto”

“È ora di smetterla di offrire sacrifici umani al “dio Pallone”. Le dichiarazioni di Luciano Moggi sull’omofobia, e il suo invito a Prandelli “a tacere”, lasciano esterrefatti. Sembra davvero che Prandelli abbia rotto un clima omertoso”. Lo spiega ad Affari, Flavio Pagano. L’autore del libro “Il campione innamorato-Giochi proibiti dello sport” infatti ci tiene a sottlineare qualche concetto: “Da etero, le trovo di una violenza incredibile. Invito Moggi a leggere il libro mio e di Alessandro Cecchi Paone il cui successo è dovuto semplicemente al fatto che in giro c’è gente come Moggi, e che è il primo libro al mondo che abbia avuto il coraggio di affrontare e di documentare il tema dell’omosessualità nello sport, uno dei più grandi tabù della nostra società e della nostra cultura, dove persino lo scoutismo è diventato un affare di Stato (Stato Vaticano, però)”.

Lo scrittore non ha dubbi: “Se Moggi leggerà questo libro, capirà finalmente che i calciatori non sono pedine da muovere sulla scacchiera del mercato, e che gli arbitri (perché naturalmente ci sono anche arbitri gay) non sono animali da cercare di ammaestrare: sono persone. Le storie raccontate ne “Il campione innamorato” lo aiuteranno a capire che l’omofobia non è un argomento da salotto o da bar sport, è una parte fondamentale della storia dello sport ed è una battaglia che è arrivata a costare la vita a chi l’ha combattuta”.

“Il calcio rifletta sui propri mali profondi, i propri mali veri, la corruzione, le partite vendute, la violenza negli stadi – spiega ancora Pagano – E faccia della lotta al razzismo la bandiera di una grande rivoluzione di pensiero, che può partire proprio dallo sport. In Italia abbiamo avuto anche un re omosessuale, parlo di Umberto II, che corteggiò Carnera (come racconto nel libro), e ci sono omosessuali non solo in campo, ma anche nei vertici del calcio”.

E pone un interrogativo… “Ci sono rugbisti, pugili, nuotatori, piloti omosessuali: ma perché calciatori no? L’omofobia è una conseguenza della sessuofobia, e da un calcio sessuofobico non ci si può aspettare altro che hooligans e ultrà. Perché la violenza è un fenomeno essenzialmente proprio del calcio? Perché evidentemente il calcio si rende strumento Le parole di Prandelli hanno aperto una crepa in questo grande uovo: se ne verrà fuori un mostro o un pulcino, dipende solo da noi”.

“È molto triste che nessun uomo politico, a parte Paola Concia, abbia preso apertamente posizione. Io stesso ho invitato il Sindaco di Napoli de Magistris, pur noto per le sue posizioni progressite, a pronunciarsi sulla possibilità che il Napoli accetti l’invito della onlus I-ken e giochi una partita indossando una maglia con uno slogan contro ogni forma di razzismo, ma non ho avuto ancora alcuna risposta. Spero proprio che il Sindaco stia solo tardando per gli impegni che lo opprimono, e che il presidente del Napoli de Laurentiis accetterà l’invito di I-ken. Sarebbe, lo dico da napoletano, particolarmente significativo che questa iniziativa partisse proprio da Napoli. Una proposta la lancio anche io: visto che le istituzioni sportive si fanno da parte, il mondo politico si faccia avanti: non si può non prendere posizione su un tema del genere”, conclude lo scrittore.

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