Dalla rassegna stampa Cinema

Morante: 7 anni per il mio film

«In Francia mi hanno detto che è un film italiano, in Italia che è un film francese. Ho fatto un Ufo»…

ROMA — «In Francia mi hanno detto che è un film italiano, in Italia che è un film francese. Ho fatto un Ufo», dice Laura Morante. Ciliegine (da venerdì in 50 copie) è il suo sofferto debutto come regista: «L’abbiamo preparato tre volte, un’avventura lunga e complicata. Una commedia, mica stiamo parlando di Ben Hur… Il produttore francese ha detto che dovevo girarlo in francese e si doveva svolgere a Parigi. Ci ho messo sette anni, lo stesso tempo impiegato per adottare il nostro bambino, Stepan, viene dalla Russia». Le responsabilità per Laura si sono via via accumulate, «una escalation impressionante». L’ha anche scritta, coprodotta e interpretata questa commedia amarognola ispirata a Woody Allen ma soprattutto a Lucy, la rompiscatole dei fumetti di Schulz. «Amo i personaggi insopportabili. La scena sotto il cielo stellato del Planetarium è presa dalle vignette con Lucy. A me interessava un film sul superamento della paura e sulla diffidenza tra i due sessi dal punto di vista femminile. Sono più le donne che lamentano una certa disattenzione dei dettagli, uomini che non ascoltano, che non ricordano. Il titolo viene dalla scena che è stata l’inizio di tutto». Amanda, il personaggio di Laura, rompe un rapporto, con una reazione spropositata, perché lui manda giù l’unica ciliegina sulla torta del loro anniversario. Un segno di incuria, l’ennesimo. «Vorrei rispondere con Flaubert: Amanda c’est moi. È una parodia delle commedie sentimentali, non volevo mettermi a distanza o ironizzare». Le diffidenze sono superate quando lei incontra Pascal Elbé («l’attore più disponibile e meno capriccioso, dirigerlo è una pacchia, il suo ego non so dove sia»); è convinta che Pascal sia omosessuale, per questo si lascia andare. C’è un groviglio familiare da dipanare. Laura s’è ritrovata produttrice, insieme col marito, l’architetto Francesco Giammatteo, per avere il fondo di garanzia in scadenza al ministero. L’ha scritto con Daniele Costantini, padre di sua figlia Eugenia; il ruolo dell’analista l’ha dato a Georges Claisse, il padre di Agnese, la figlia minore.
V. Ca.

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