Dalla rassegna stampa Cinema

Parma, censurato film sull'Aids per liceali

La presidente Lila: “Decisione assurda”

Como – Non è stato risparmiato dalla censura film-documentario “+o- il sesso confuso. Racconti di mondi nell’era Aids” di Andrea Adriatico e Giulio Maria Corbelli, proiettato in versione rivista e corretta in un liceo di Parma. La presidente nazionale della Lega Italiana Lotta contro l’Aids, Alessandra Cerioli (che compare nel documentario) ha espresso tutta la sua solidarietà con i registi: “È questa l’idea di prevenzione e informazione che abbiamo? Che la tutela e la formazione delle ragazze e dei ragazzi debba passare per la censura della verità? Non ci sono spiegazioni plausibili per l’assurda decisione di mutilare un documentario (non una fiction!) che è già apparso in moltissime scuole, oltre che festival e sale cinematografiche e che potrebbe pure tranquillamente passare in prima serata televisiva. Un lavoro unico nella rappresentazione di 30 anni di storia di una generazione, che l’Aids ha colpito in maniera inaudita. Un documento importante – ha sottolineato la Cerioli – soprattutto per questa giovane generazione che dell’Hiv sa veramente troppo poco, in cui i reali protagonisti parlano di identità omosessuale e di esperienze con le droghe fuori da ogni retorica, né vittime né colpevoli, senza maschere imposte di perbenismo ipocrita”.

“Questo grave episodio, ancora più grave per essere accaduto in una Regione considerata, a ragione, di eccellenza, si pone in un contesto nazionale che ancora non sa affrontare un dialogo onesto sul tema della sessualità e dell’uso di droga, fatto di divieti di pronunciare la parola preservativo in tv, di progressiva cancellazione di progetti di informazione ai giovani sulle sostanze stupefacenti, dell’annosa e da sempre denunciata assenza istituzionale di programmi strutturati e di serie campagne di comunicazione e prevenzione nelle scuole in materia di sessualità. Se persino un documentario come quello di Andrea e Giulio può essere sottoposto a tale censura, non sono tempi belli per nessuno”, ha concluso.

E. C.

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