Dalla rassegna stampa Libri

In Italia il libro cult della comunità gay

“Tricks” è stato, per la comunità gay, un grande libro di culto, del quale più volte, in Italia, è stata annunciata la traduzione.

Il libro, diario di circa sei mesi del 1978, riflette i costumi di un’epoca lontana, prima che si cominciasse a parlare di Aids: registra la cronaca molto dettagliata, sessualmente dettagliata – corpi, muscoli – di innumerevoli “tricks”, amori “seriali” rigorosamente consumati con persone sconosciute, e destinate a rimanere tali.
Il “Manhattan”, il locale di rue des Anglais a due passi da Saint-Germain, è il cuore delle vicende narrate, ma la geografia del battuage che Renaud Camus traccia nel suo libro “Tricks”, per la collana de “I romanzi della realtà” a cura di Walter Siti (Textus edizioni, pagg. 260, euro 17.50) include altri luoghi storici come Le Palace, la sauna del Continental, i giardini pubblici dietro a Notre-Dame e, infine, New York, San Francisco e Milano.
Il romanzo, dopo trent’anni, conserva un notevole valore di testimonianza fenomenologica, per non dire storica. È proprio l’impassibilità “scientifica” dell’osservatore quella che marca la distanza dalla pornografia e dall’erotismo patinato, lungo un asse che è piuttosto quello dell’illuminismo sadiano, fino ai limiti del disgusto ma senza rinunciare alla realtà del piacere.
Il libro è arricchito dalla prefazione di Roland Barthes che insiste sulla “purezza” che la scrittura di Renaud Camus rende possibile, come se questi scandalosi resoconti possedessero l’ascetismo degli Haiku.
Tricks è stato pubblicato in Francia nel 1978, ancora aggiornato nel 1988, e poi è stato tradotto in vari paesi, ma mai in Italia. «I 45 capitoli del testo originale hanno probabilmente spaventato gli editori nostrani – chiarisce Walter Siti nella nota introduttiva – e hanno fornito l’alibi per un rifiuto che di fatto era censura». L’edizione italiana pubblica adesso 24 dei 45 “tricks” originari, proprio per non dare adito all’alibi dell’illeggibilità.
Renaud Camus è nato a Chamalières nel 1946. Allievo di Roland Barthes, negli anni ’70 conduce un’intensa vita mondana avendo contatti con Bob Wilson, Robert Rauschenberg, Andy Warhol e Marguerite Duras. Negli anni ’80 vive tra Parigi e Roma ma viaggia molto in tutto il mondo. In questi anni, cronista della rivista “Gai pied”, scrive numerosi articoli riuniti in “Chroniques Achriennes”.(m.p.)

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