Dalla rassegna stampa

Strage di ragazzi "emo" la diversità spaventa

… quei ragazzi magri, pallidi e curatissimi, secondo i fondamentalisti sono pure dei sodomiti. Gli emo per i religiosi sono una minaccia per la società. E se non si convertono, devono essere eliminati…

BAGHDAD – Pensavano che dopo la partenza degli americani a dicembre, l’Irak fosse diventato un paese normale, finalmente in pace. Così avevano cominciato a vestirsi come piaceva a loro, seguendo l’ultima moda dell’occidente, la cultura “emo”: vestiti neri attillati, teschi dappertutto, occhi bistrati, tatuaggi, frangia sulla fronte.
Ma non avevano fatto i conti con i nuovi padroni del paese, i musulmani sciiti, con i loro politici, i loro chierici e le loro bande. Per gli sciiti, maggioranza nel paese, già oppressi da Saddam, tutto quel nero e tutti quei teschi sono simboli demoniaci. E quei ragazzi magri, pallidi e curatissimi, secondo i fondamentalisti sono pure dei sodomiti. Gli emo per i religiosi sono una minaccia per la società. E se non si convertono, devono essere eliminati.
Nei sobborghi sciiti di Baghdad, sono stati ammazzati almeno 14 adolescenti “emo” nell’ultimo mese. Ad alcuni hanno spaccato la testa a pietrate, ad altri hanno sparato. Il ministero dell’Interno ufficialmente nega, «non abbiamo registrato alcun caso di omicidio sulla base del fenomeno “emo””. Ma i medici degli ospedale cittadini lo hanno confermato ai media occidentali: «Quattordici adolescenti sono stati uccisi in un mese». E una fonte anonima del ministero dell’Interno ha ammesso con la France Presse: «Diversi incidenti sono avvenuti contro adolescenti che si definiscono “emo”».
La cultura “emo” (abbreviazione di “emotional hardcore”) è nata negli Usa negli anni Ottanta da un genere musicale punk. In Irak è arrivata da poco. Per i giovani locali, è un segno di libertà e di voglia di divertirsi.

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