Dalla rassegna stampa Cinema

L’arte di essere odiosi

Charlize Theron bravissima nel ruolo di una donna immatura

Patrick Wilson e Charlize Theron in Young Adult ; il regista è Jason Reitman e la sceneggiatrice è Diablo Cody, la coppia di Juno

Chi è la giovane donna che, con un cagnolino nascosto nella borsa (inutilmente, i cani purché paganti sono ammessi), prende una stanza in un hotel di Mercury, Minnesota? Viene da Minneapolis e dice di essere lì per una transazione commerciale, ma in realtà non è una di fuori. Cresciuta in quella provincia odiata da cui è fuggita appena possibile, Mavis vi è tornata per riprendersi il suo primo amore, Buddy, che nel frattempo si è sposato ed è diventato padre. La donna ha qualche apparente motivo per sentirsi sicura di raggiungere lo scopo: possiede il fisico di Charlize Theron, vanta un passato di reginetta del liceo e fa la scrittrice; anche se è solo una specie di ghost writer, la cui firma figura all’interno dei libri di una collana Young Adult, destinata alla fascia adolescenti. Ma di fatto nella vita di Mavis le cose non funzionano: il matrimonio è stato una catastrofe, il lavoro va male, i quaranta sono vicini e per consolarsi di tanto fallimento lei non ha trovato di meglio che attaccarsi alla bottiglia.

In teoria Young Adult è una commedia, ma sarebbe più giusto definirla un’anticommedia con protagonista un’antieroina, perché il regista Jason Reitman e la sceneggiatrice Diablo Cody, la coppia di Juno , giocano in contropelo sugli stereotipi classici del genere. Pur invidiata perché aveva tutto, l’ex reginetta del liceo non è affatto simpatica: si è sempre comportata nei confronti degli altri come una «stronza psicopatica e puttana», e l’alcool e le frustrazioni non l’hanno migliorata. Glielo fa rimarcare un antico compagno di scuola, vittima allora di un’aggressione di bulli che lo ha lasciato storpio. Segnato dal trauma, Matt (l’ottimo Patton Oswalt) è l’unico in grado di sintonizzarsi sulla patologia di Mavi, l’unico che può capirla. Mentre per questa young adult, che è rimasta legata al modello adolescenziale senza riuscire a tramutarsi in una donna reale, Buddy si rivelerà un sogno impossibile, un ulteriore fonte di destabilizzazione. Sappiamo quanto la Theron sia brava a imbruttirsi e ingrassare, ma qui l’attrice fa qualcosa di più arduo: si imbruttisce da dentro, deturpa la sua bellezza con una disturbante espressione di dolore, astio e tracotanza. È un’interpretazione notevolissima, intonata alla coraggiosa linea scelta dal film e premiata dal risultato. Perché alla fine con questo personaggio che non puoi amare, ti trovi a instaurare tuo malgrado un rapporto di umana partecipazione.

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