Dalla rassegna stampa Cinema

Charlize sola e nevrotica

In una stagione in cui il cinema omaggia molto le signore anche en travesti come Glenn Close, dal Libano alle ragazze incinta francesi, dalla Thatcher alle Amiche della sposa, anche questo film di Jason Reitman «fa» 8 marzo, festeggia la donna irrisolta, sola e nevrotica di cui Charlize Theron, …

Affronta un personaggio antipatico, Mavis, ex reginetta del liceo che vive a Minneapolis, scrivendo libri per «young adult», spiando discorsi casual teenager ed aiutandosi con l’alcol. È lo spot della solitudine e sembra uno di quei personaggi da melò anni ’40, come Miriam Hopkins, la scrittrice rosa di L’amica: ma la realtà fa da nemesi e da rosa si fa nera. Quando Mavis torna al paese dopo la nascita del bebè del suo ex, lo fa per tampinare quel suo primo amore, ora giovane marito fedele e neo padre felice.
Eccitata dall’incontro con Freehauf, un compagno di liceo sciancato (pestato quasi a morte per una campagna omofoba mal riposta) con cui farà a mezzo del destino nella più squallida scena di sesso della stagione, la nostra vamp di provincia si illude che il tempo si sia fermato. Ma il suo fascino 37enne non fa presa e le umiliazioni sono continue fino allo show imbarazzante, di cui si rende protagonista alla festa per il battesimo della neonata, nello stupito bon ton di una piccola città che Reitman racconta a freddo con pochi, perfidi e felici tocchi.
La novità è che Peter Pan cambia sesso e dopo tutto il cinema maschile di Apatow e delle Notti da leoni, qui vestito da donna si fa più malsano e dark, anche per merito della sceneggiatura di Diablo Cody attenta ad ogni sfumatura e ambiguità che serva alla compilation delle nevrosi di un personaggio fragile ma con cui l’autore non entra mai in comunicazione affettiva.
Il regista e la sua sceneggiatrice insistono su un tema analogo, la caparbietà femminile, senza far sconti sul finale sgradevole, cattivo sia per l’infelice ninfomane ad personam sia per l’ipocrita piccola città. Un ritratto femminile così scostante e pericoloso che non ha avuto nomination, la fanciulla impavidamente infantile è accettabile solo se si chiama Baby Jane. Charlize Theron offre un ritratto intelligente, composito, di cui intravediamo ogni mossa interiore, molto ben accompagnata da Patton Oswalt vittima del razzismo e da Patrick Wilson bello e tronfio della sua famiglia american way of life con coccarde, pannolini e garden party.

Effettua il login o registrati

Per poter completare l'azione devi essere un utente registrato.