Dalla rassegna stampa Libri

Un romanzo “coraggioso e impertinente”

… storia ambientata nell’intrigante mondo dei transessuali, divenuto un argomento di scottante interesse negli ultimi tempi…

“Ali e Corazza” è il romanzo di esordio di un giovane: Daniele Trovato, attore di teatro e blogger (http//aramchek.splinder.com) oltre che sistemista e progettista informatico, ma dopo aver letto la sua prima opera, pensiamo che tra poco diverrà scrittore a tempo pieno, perché dotato di una vena fluida, di un dettato elegante e di una fervida fantasia in grado di avvincere il lettore, il quale, dopo aver letto il primo capitolo, intitolato enigmaticamente “Il labirinto”, viene preso da una frenetica voglia di giungere all’ultima pagina per scoprire la fine della torbida storia ambientata nell’intrigante mondo dei transessuali, divenuto un argomento di scottante interesse negli ultimi tempi, quando abbiamo visti invischiati con questi strani personaggi esponenti della politica e del jet set da Lapo Elkan a Marrazzo. Il personaggio attorno al quale ruota il racconto è Angela Greganti, un transessuale fascinoso ed elegante che si divide tra la sua attività di Pierre in locali notturni dalla clientela particolare e sporadicamente esibendosi come prostituta, raffinata per una clientela d’élite. Ed infatti il fulcro della narrazione si svolge in una lussuosa villa, dove nel corso di un festino, a base di droga e lussuria, il protagonista si trova ad assistere ad un episodio di violenza perpetrato da un ministro in carica nei riguardi di una ragazza, che rimane vittima delle ripugnanti pulsioni sessuali dell’importante uomo politico. L’indegno spettacolo che la vede testimone sarà l’occasione per Angela di una rivisitazione del suo passato e di una meditazione amara quanto realistica del suo presente e del suo futuro, che non riveliamo per non togliere al lettore il piacere di scoprirla attraverso le pagine del libro, che viene letteralmente divorato nel corso di un pomeriggio, come è capitato a me, che, con l’interesse dello studioso, avevo già a lungo indagato l’inquietante fenomeno attraverso un articolo: “Il fascino perverso del transessuale” ed un breve saggio: “I Femminielli”, entrambi consultabili su internet, digitandone tra virgolette il titolo. Perché uomini potenti, ricchi e belli sono attirati da questi esseri, che la morale comune condanna senza condizioni, ma che non bisogna mai dimenticare sono creature umane degne di comprensione e soprattutto di essere capite prima di essere giudicate? Le mie indagini, tra antropologia ed inchiesta giornalistica, mi portarono a scoprire il quid misterioso, che attira uomini intelligenti e sensibili, nella femminilità, nella capacità di ascoltare e di consolare; delle qualità che le nostre donne hanno smarrito, in preda alla frenesia del lavoro. L’autore è più esplicito nel suo linguaggio ed afferma perentoriamente che l’attrazione fatale consiste: ”Nell’abilità nel succhiare l’uccello e nel prenderselo in culo senza tante storie” a differenza delle puttane e di tante signore per bene, le quali ritengono sacro e inviolabile l’orifizio aborale. Ne fa anche una questione di odori: “Il sudore che imperla le sue cosce è un nettare odoroso che esercita sugli uomini un effetto ferino”. Un parlare tosto, senza preamboli o metafore, che conduce il lettore a conoscere un universo misterioso, divenuto di sconvolgente attualità, con personaggi come Luxuria, il quale ha avuto l’onore di sedere sugli scranni di quell’aula sorda e grigia, denominata Parlamento, creando imbarazzo e sollevando inutili diatribe circa l’utilizzo dei bagni degli uomini o delle donne. Noi personalmente ricordiamo con nostalgia Cicciolina, prorompente pornostar, la quale proprio in questi giorni, allo scoccare dei sessanta anni, ha cominciato ad usufruire della lauta pensione riservata ai nostri onorevoli. Una lettura avvolgente ed appassionata che ci sentiamo di consigliare, facendo nostra, la dedica a Pasolini, che da lucido intellettuale ammoniva: “Chi si scandalizza è sempre banale, ma è quasi sempre male informato”. Vorrei concludere questa modesta recensione con un pensiero ai quaranta transessuali reclusi nel carcere di Rebibbia, maltrattati e vilipesi, costretti a vivere in un ghetto nell’inferno del penitenziario.
Achille della Ragione

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