Dalla rassegna stampa

La Candelora - Santuario Montevergine

… Ci saranno i contadini che chiedono la fecondità della terra, i credenti, i curiosi a scaldarsi con vino e caciotta e i gay, le lesbiche e i transgender, nella tradizione popolare “i femminielli”….

SFIDERANNO il gelo i devoti della Madonna nera, Mamma Schiavona. I seguaci della Candelora, culto sacro e profano che celebra la purificazione della Madonna a 40 giorni dal parto, beffandosi dell’allerta meteo (previsti meno cinque gradi), oggi si riuniscono ai piedi del monte Partenio tra preghiere, canti e musica. Appuntamento alle 10.30 alla funicolare di Mercogliano (Avellino) per salire al Santuario di Montevergine. Ci saranno i contadini che chiedono la fecondità della terra, i credenti, i curiosi a scaldarsi con vino e caciotta e i gay, le lesbiche e i transgender, nella tradizione popolare “i femminielli”.

La processione sarà animata, come di consueto, dalle tammorre di Marcello Colasurdo e delle principali scuole di tammorra campane. La tradizione racconta che nel 1256 due giovani omosessuali furono sorpresi ad amarsi. L’ira della comunità provocò la cacciata dal paese dei due innamorati che furono legati ad un albero sul Monte Partenio: così sarebbero morti di fame o sbranati dai lupi. La Vergine li liberò dalle catene dandogli la possibilità di vivere liberamente il sentimento di fronte all’intera comunità. Solo il miracolo di Mamma Schiavona che “tutto concede e tutto perdona” rese puro agli occhi dei paesani quell’amore “osceno”. La Candelora di Montevergine da allora si è trasformata nella “Juta dei femminielli”, il pellegrinaggio per ringraziare la Madonna. Nelle antiche credenze cristiane, dal 474 d. C. in poi, il 2 febbraio è il giorno di in cui si benedicono le candele di fronte alla Madonna, il rito a metà tra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera ha preso il posto della cerimonia pagana dei Lupercali.

In Campania il culto della Candelora è stato recuperato da una decina di anni. Dopo la cacciata dei femminielli dal Santuario da parte dell’abate che nel 2002 disse “le vostre preghiere non sono gradite né a Dio né agli uomini!”. Il ritorno alle grandi celebrazioni si deve all’impegno di una rete di associazioni, in prima fila I-Ken Onlus. «Da dieci anni per noi quel sagrato meticcio è sinonimo di aggregazione, uguaglianza e libertà», spiega il presidente Carlo Cremona. Il rito storico si trasforma in happening sabato dalle 23 con il party “queer” nella discoteca “Qubiq Audio Club” di Monteforte Irpino (via Palude). Animazione a cura del locale più tollerante e vistoso d’Italia: il Muccassassina di Roma. Oggi invece alle 17.30 la Candelora offre uno spunto di riflessione per discutere dei diritti dei lavoratori omosessuali alla Cgil di Avellino. Tra i relatori la prima deputata lesbica del Parlamento, Anna Paola Concia, il sindaco di Avellino Giuseppe Galasso e i consiglieri regionali Rosetta D’Amelio e Antonia Ruggiero.

Lunedì invece alle 19.30 proiezione di un videomessaggio di Luxuria durante la presentazione dei corti vincitori delle quattro edizioni del festival di cinema omosessuale “Omovies” all’Onsite Architettura e Design (via De Renzi – Avellino).

Info www.i-ken.org

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