Dalla rassegna stampa Televisione

Per la lesbica non c’è posto al sole

Quest’estate la soap più amata d’Italia, Un Posto al Sole, ha fatto un sacco di pubblicità al “suo primo bacio lesbico” tra l’ex perfida della soap Marina e la new entry Aurora,

Quest’estate la soap più amata d’Italia, Un Posto al Sole, ha fatto un sacco di pubblicità al “suo primo bacio lesbico” tra l’ex perfida della soap Marina e la new entry Aurora, con tanto di scoop a Vanity Fair e ripresa sui giornali seri. Non sarà solo un bacio — ha garantito prima della messa in onda l’attrice Nina Soldano (Aurora) a Vanity — ma “una vera storia, anche se più raccontata che mostrata: baci, sguardi, carezze”. Ecco, se non avete capito non vi preoccupate: non si capisce. Tradotto: dopo i primi baci le due si limitano a discutere tutto il tempo in sottoveste, per rassicurarci che sì, noi non le vediamo ma loro intrattengono commerci carnali.

In realtà quello tra Aurora e Marina non è il primo “incontro” lesbico di Un Posto al Sole: la soap aveva già alluso a una notte di sesso tra due protagoniste, Elena (guarda caso figlia di Marina) e Caterina, una ragazza lesbica conosciuta quando entrambe erano in carcere. Tanto per non lasciare intentato nessuno stereotipo. Le due scomparivano in camera e la mattina dopo Elena si ricordava di essere etero. Gli spettatori più fedeli di Un Posto al Sole ricordano anche, a fine anni ‘90, una coppia di ragazze che aveva chiesto a Michele di aiutarle ad avere un figlio. Tutti personaggi spariti in fretta. La differenza, però, è che stavolta gli autori hanno voluto fare sul serio. Il risultato è un disastro.

Intanto la storia è andata in onda tra fine luglio e i primi giorni di agosto, per poi riprendere e terminare a inizio settembre. Hallo: agosto! Mi immagino la scena:

Autore A: “Oh, gli ascolti calano. Cosa ci possiamo far venire in mente?”
Autore B: “Un bel bacio lesbico, funziona sempre”
Autore A: “No, lo sai che froci e pedofili sono vietati”
Autore A: “Dai, lo mettiamo d’agosto, chi vuoi che lo veda!”

Poi una sfilza di cliché: Marina, ex cattivissima e mangiauomini, è stata anche in manicomio – dove ha conosciuto la figlia di Aurora, Ilaria, che lei ha di fatto adottato. Ora Marina è tornata, è più buona, ma sono gli uomini che la fanno soffrire. Aurora invece è la madre naturale di Ilaria, scomparsa misteriosamente dalla sua vita, lasciandola piccola e sola con il padre, un uomo violento. Una stronza, insomma, ma anche lei redenta e decisa a recuperare il rapporto con la figlia. C’è tutto il campionario della lesbica sfigata, pericolosa, ex-disastrata, destinata a uccidere o morire.

Tramite Ilaria, Marina e Aurora si conoscono e diventano amiche. Marina confida ad Aurora (che finge di essere etero) il suo amore non corrisposto per Roberto. Poi, da una telefonata della ex, capisce che Aurora è lesbica, e quando quest’ultima cerca di convincerla a lasciar stare Roberto, lei la accusa di odiare gli uomini: “Parli così, perché odi il genere maschile: non ti piacciono gli uomini!”. Bella l’equazione, vero? Ti piacciono le donne, quindi non ti piacciono gli uomini, quindi odi gli uomini. Vent’anni di teoria queer passati invano.

Se la loro storia inizia così, vi potete immaginare il resto. Le due finiscono a letto e riemergono in sottoveste, ma Marina è sempre incerta: lei è attratta solo da Aurora, non dalle donne in generale. Intanto continua a farsi consolare, perché ama Roberto. Aurora invece non riesce a dire alla figlia che è lesbica. Dopo una serie di alti e bassi (lasciamenti, ripensamenti, persino il ricatto di una dipendente di Marina che le ha “colte sul fatto”), anche Ilaria scopre la relazione tra la sua mamma putativa e quella biologica. E scappa a rifugiarsi dal padre violento (furba, no?) che vuole menare le due “lesbiche”. Alla fine Ilaria, grazie anche a Marina, capirà. Ma sarà Marina a dire di non riuscire a vedersi con una donna, e a non voler riconoscere quella relazione come qualcosa di diverso da un’amicizia speciale. A quel punto Aurora, che ha recuperato il rapporto con la figlia Ilaria, decide di lasciare Napoli e a trasferirsi a Milano con lei, per fare finalmente la madre non più degenere. E veloci come sono arrivate, le lesbiche spariscono da Un Posto al Sole.

Ma la cosa che mi fa più rabbia è un’altra: l’unico senso del rapporto lesbico tra Marina e Aurora è restituire a quest’ultima il ruolo di madre che aveva perso quando – anni prima – aveva capito di essere lesbica. Nelle intenzioni degli autori, forse, è una cosa positiva: ti facciamo vedere che le lesbiche possono essere buone madri. Peccato che alla fine Aurora sia lesbica solo in potenza, mentre è madre di fatto. Il ruolo per eccellenza delle donne in Italia, ancora nel 2011.

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