Dalla rassegna stampa Cinema

Processo all´Italia è meglio andarsene o restare per salvarla?

…L´altoatesino Gustav e il romano Luca, conviventi gay a Roma (ma salvo distrazione l´impressione è che non venga fatto capire subito che sono tali, ma che sono soltanto due amici)…

L´interesse e il merito di Italy: love it or leave it (Italia: amarla o lasciarla), a parte il sistema di distribuzione on line che si affianca ad alcune sale, è quello di sviscerare con serietà – e originalità – un tema un po´ logorato, un po´ da chiacchiera salottiera radical-chic. Scantona il luogo comune – diciamo così – disfattista (l´Italia fa schifo, bisogna andarsene altrove, in posti più civili: dove non c´è un saltimbanco a capo del governo, la cultura è rispettata, le risorse giovanili valorizzate, le case costano di meno e le unioni omosessuali sono ammesse,) mettendo a confronto due personaggi che incarnano lo sdoppiamento di sentimenti spesso conviventi in tanti di noi, insomma l´amore critico e preoccupato per il nostro Paese.
L´altoatesino Gustav e il romano Luca, conviventi gay a Roma (ma salvo distrazione l´impressione è che non venga fatto capire subito che sono tali, ma che sono soltanto due amici) e in contrasto sulla valutazione del presente italiano – infatti Gustav predica convinto la necessità di emigrare a Berlino mentre l´altro vuole convincerlo e convincersi della tanta bellezza e bontà del vivere qui – per approfondire l´argomento e rinviare la decisione finale a quando tutti gli elementi sul tappeto saranno loro ben chiari, intraprendono un lungo viaggio lungo la penisola. Facendo su e giù, alternando sud e nord a bordo di una 500 molto vintage. Che con piccolo colpo scenografico (ma le idee visive sono tante) cambia colore continuamente da una regione all´altra.
Si tratta dunque di un viaggio-diario, di un diario di viaggio. E di un´inchiesta, in definitiva, anche se rivestita di contributi, pochi, di fiction. Come tra l´altro la citazione un po´ parodistica di Marcello e Sophia che stendono i panni sulla terrazza in Una giornata particolare nel giorno in cui il condominio si è svuotato per accorrere all´adunata (anche qui: ma berlusconiana invece che mussoliniana).
I due incontrano e intervistano tanta gente. Gente famosa come Camilleri (abbandono uguale fuga e tradimento), Petrini, Vendola, Lorella Zanardo autrice del documentario “Il corpo delle donne”. E non famosa. L´imprenditore antipizzo in Sicilia, l´operaia della Fiat che difende la dignità del lavoro senza vittimismo, persone quotidianamente impegnate a fare i conti con l´amministrazione di luoghi difficili, nel volontariato, nelle comunità di preghiera, nell´ambientalismo. In Campania, in Calabria. Tra chi resiste con ottimismo e spirito propositivo a un´onda che ritiene di imbarbarimento civile. Ma anche in cerca di testimonianze tra i vincenti del nostro tempo (o meglio del tempo che è scaduto con le dimissioni del governo Berlusconi), alle loro manifestazioni, ai loro raduni. O tra i nostalgici dell´estrema destra fascista.
Ne deriva uno spaccato piuttosto ampio ed esauriente, certo dichiaratamente orientato ma non fazioso, dell´oggi italiano. Percorso in leggerezza ma non con superficialità. Alla fine che cosa faranno delle loro vite, che strada sceglieranno Gustav e Luca non lo sappiamo. Sanno entrambi che questa è la loro terra e la loro casa, che non sono disposti a cuor leggero ad abbandonarla nelle mani di chi secondo loro la sta rovinando. Però il richiamo dell´altrove è forte, anche per Luca che si è assunto la parte della difesa. Unico indizio la frase, la citazione, che sul finale proprio Luca butta lì tra l´ironico e il commosso: la vita è troppo breve per non essere italiani. Forse, dunque, vale la pena restare e rimboccarsi le maniche.

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