Dalla rassegna stampa

Tra Medio Oriente e crisi, Obama punta sui matrimoni gay

C’è anche la questione palestinese tra gli argomenti sensibili con cui Barack Obama dovrà fare i conti in vista delle elezioni del 2012.

La richiesta della Palestina di entrare all’Onu, infatti, secondo gli osservatori figura tra gli elementi che pesano negativamente sul bilancio del presidente per il 2011. Compare al fianco di argomenti come l’economia lenta e l’aumento del debito, che è costato agli Usa il primo downgrade. La richiesta di Abu Mazen, del resto, ha messo Obama in un cul de sac: il presidente americano non ama Netanyahu e non ne condivide l’oltranzismo, ma Washington sarà costretta lo stesso a esercitare il diritto di veto per tenere fede alla antica, non negoziabile amicizia con Israele.
Ma il primo problema per l’inquilino della Casa Bianca resta la crisi: l’economia americana è ripartita ma lentamente e la disoccupazione alta è ancora una piaga. Nei prossimi mesi Obama dovrà convincere gli americani a confermargli l’appoggio, muovendosi sullo sfondo di 13,3 milioni di persone senza un’occupazione. Sarà dunque il lavoro il tema che detterà legge in vista delle elezioni, che si giocano anche con uno sguardo all’Europa, alla sua crisi e all’impatto che ha e potrebbe avere sulla già fragile ripresa americana. Se la crisi europea peggiorasse, l’economia americana ne risentirebbe e così Obama che si troverebbe ad affrontare, con le mani più legate che nel 2008, una nuova emergenza. Per di più in piena campagna elettorale, con i candidati repubblicani che sono compatti nell’attaccarlo per tutte le misure economiche prese.
Per ora il presidente non ha davanti a sé un avversario forte, e questo gli facilita la corsa per la riconferma alla Casa Bianca. Inoltre, sul piano della politica estera può contare su alcuni obiettivi centrati nel 2011: dalla morte di Osama bin Laden, alla fine della guerra in Iraq e fino alla chiusura dell’era del “Don’t ask Don’t tell”. Non abbastanza secondo diversi osservatori, per i quali Obama potrebbe calare un asso nella manica, con cui assicurarsi il sostegno degli elettori più giovani e liberal: appoggiare i matrimoni gay. In molti ritengono che le recenti iniziative dell’amministrazione lascino intravedere una svolta di questo genere.

Il Secolo d’Italia


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