Dalla rassegna stampa

Il caso - “L ei è finocchio, non la servo”.

Incredibile episodio ai danni di un cittadino omosessuale. E’ successo in banca: il cassiere discrimina

SIENA – Anche a dicembre la frusta della parola può lacerare la dignità, eccome. Ore 16,15 circa di ieri pomeriggio. Siamo agli sgoccioli del lavoro di sportello in banca. Un uomo entra in una filiale in città – è ancora in tempo – e chiede di poter versare il proprio assegno. La risposta del cassiere ha del parrossistico: “Io lei non la servo, perchè è finocchio“. Tant’è. Stridono gli occhi dei presenti, le orecchie si accartocciano. L’imbarazzo è presto risolto da un altro cassiere, donna, che espleta la pratica e scioglie l’intrigo. Ma il verbo, quello pecoreccio, discriminante e irriguardoso, ha colpito. Quando negli anni settanta l’allora segretario del Msi, Giorgio Almirante, al Mottagrill Cantagallo sull’Autosole, non venne servito dal barista che gli diede del fascista, la “querelle“ politica del tempo permise di ammorbidire il battibecco. Oggi no. L’etichettatura sociologica, prima ancora che sessuale lascia impietriti. E’ anacronistica.

Corriere di Siena, 20/12/2011


Condividi

Effettua il login o registrati

Per poter completare l'azione devi essere un utente registrato.