Dalla rassegna stampa Teatro

"Il vizietto", Ghini e Bocci vincono la scommessa

Al centro c’è una bella storia d’amore intrecciata ad una vicenda un po’ piccante; la confezione è sontuosa e allegra; impeccabile il cast di attori e ballerine…

ROMA – Al centro c’è una bella storia d’amore intrecciata ad una vicenda un po’ piccante; la confezione è sontuosa e allegra; impeccabile il cast di attori e ballerine; di grande effetto la parte musicale affidata ad un’orchestra dal vivo di sedici elementi; ma soprattutto i due protagonisti sono bravi e simpatici: Cesare Bocci, che i più ricordano come Mimi Augello (il vice del commissario Montalbano in tv) è un elegante omosessuale che gestisce un night per travestiti sulla Costa azzurra; Massimo Ghini, che per lo più ha fatto il macho sullo schermo, in palcoscenico è il suo compagno ovvero una straordinaria drag queen tutta canzoni, mossette e balletti.
Questa la pagella a pieni voti di “Il Vizietto – La cage aux folles”, che ha aperto al Sistina con un cast di sessanta persone, agli ordini di Massimo Romeo Piparo, produttore, regista e traduttore di un copione già entrato nella sorridente storia del musical internazionale. È un riuscito remake dello spettacolo di Jerry Herman e Harvey Fierstein, che per cinque anni ebbe successo a Broadway nel 1983, tratto a sua volta dalla commedia omonima di Jean Poiret, dal quale era stato nato nel 1979 il film “Il Vizietto”.
Sullo schermo c’era allora la indimenticabile coppia formata da Michel Serrault in tailleur e guepiere (stessa divisa per Massimo Ghini) e da Ugo Tognazzi (qui un Cesare Bocci effeminato quanto basta): una “strana coppia” che assicura molto divertimento, insegnando quella che per molti è una verità già scontata (ma trenta anni fa non lo era scontata): che l’amore non ha età, né sesso.
Renato e il suo compagno Albin detto Sasà da venti anni vivono insieme d’amore e d’accordo nell’appartamento sopra il loro night club; una vita non tranquilla, ma serena in mezzo a tanti amici piume e merletti. Quand’ecco che il figlio di Renato annuncia di voler sposare la figlia di un politico conservatore, che ha fatto dell’omofobia la sua bandiera. Quel che accadrà durante una visita dei futuri suoceri metterà a dura prova comportamenti e sentimenti della coppia, con fantasia, comicità e grandi risate del pubblico. Concorrono all’esito felice tutti gli artisti impegnati : dal coreografo Bill Goodson, che firma da tempo le coreografie del Moulin Rouge a Parigi ; alla costumista Nicoletta Ercoli, molto a suo agio fra trine e merletti e calze a rete. Il regista Piparo sovrintende a tutto con precisione e divertimento, indicando ai due protagonisti la misura giusta di una coppia di innamorati coi tacchi a spillo.


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