Dalla rassegna stampa Cinema

La rivincita di Olivia "Sconfitto il male, mi diverto"

…A few best men uscirà in Italia a marzo con Lucky Red, con il sottotitolo “Tre uomini e una pecora”, visto che il film è di Stephan Elliott, il regista di “Priscilla”…

ROMA – «Se volessi distruggere l´immagine di Sandy, quella brava ragazza di Grease, Charlotte sarebbe l´arma giusta. Ma Sandy è viva, io la amo, le sono grata, è parte della mia vita, non voglio ucciderla, attraversa indenne le generazioni. Mi commuovo sempre quando ai miei concerti, insieme al pubblico della mia età, arrivano giovanissimi che hanno appena scoperto il film». Così Olivia Newton-John, classe 1948, in forma magnifica, sia pure con qualche “aiutino” artificiale, a Roma con il cast di A few best men in cui interpreta Charlotte, moglie di un politico australiano, che durante il matrimonio della figlia Mia, tira cocaina, beve, balla con brio esagerato, adesca ospiti. «Da qualche anno i miei personaggi sono tutti un po´ trasgressivi, e perché no? Non sono più la ragazza imbranata che arrossiva ai complimenti, sono cresciuta e se prima mi limitavo a ridere di me stessa quando ero da sola, adesso mi prendo in giro pubblicamente», dice.
A few best men uscirà in Italia a marzo con Lucky Red, con il sottotitolo “Tre uomini e una pecora”, visto che il film è di Stephan Elliott, il regista di “Priscilla” e di “Un matrimonio all´inglese”, disponibile a qualunque trovata surreale come quella di immaginare un imponente ariete come simbolo del partito del futuro suocero di David (Xavier Samuel), il giovane arrivato dall´Inghilterra per sposare Mia, con i suoi migliori amici, tre sconsiderati che rischiano di far saltare il matrimonio con bravate come rifornirsi di droga per l´addio al celibato, far saltare le decorazioni nuziali, ricordare agli australiani di discendere da una colonia di galeotti inglesi, appropriarsi per errore di una ingente quantità di droga.
Insomma si ride. «Abbiamo riso molto anche sul set, non riuscivamo a finire la sequenza in cui tiro la cocaina. Ho vissuto a Los Angeles in certi anni, di “strafatti” ne ho visti tanti, ma io non ci ho mai provato. Da giovane ero così ingenua che non capivo perché c´erano amici che volevano andare tutti insieme nello stesso bagno. Sul set era zucchero, ho fatto tanti ciak da rischiare la dipendenza», dice la Newton-John con la sua allegra risata vivace, espressione della vitalità straordinaria di una donna alla quale la vita ha offerto prove difficili come la lotta (vinta) contro un cancro al seno da cui le è rimasto un generoso impegno per la prevenzione.
«Non mi sono mai arresa, amo troppo la vita e il sense of humour è un aiuto meraviglioso. Perciò sono grata a Stephan, mai avevo lavorato in un film con tanto divertimento», dice l´attrice. E pensare che per il regista A few best men, dice, «più che un film per me è una vendetta. Spielberg si è formato con il superotto, Tarantino ha cominciato in un videoshop, io ho fatto vent´anni di filmini ai matrimoni. Ne ho fatti centinaia, e non è immaginabile l´orrore che si può trovare in una festa di nozze».

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