Dalla rassegna stampa

Kirchner, trionfo annunciato

… l’appoggio deciso alla legge sul matrimonio gay che nell’arco di un anno ha portato 2.700 coppie all’ufficializzazione della loro unione omosessuale….

«E ora voglio migliorare la vita di tutti gli argentini»

DA BUENOS AIRES – C ome scontato da tutte le previsioni, “la Cristina”, qui tutti, amici o nemici, la chiamano semplicemente così, è diventata il 57esimo presidente della Repubblica argentina eletto democraticamente. Conquistando per la seconda volta consecutiva il massimo mandato, con il 54% dei voti al primo turno. Sperava di superare quel 50,24% di preferenze ottenuto in occasioni delle primarie di agosto e ci è riuscita. Al secondo posto Hermes Binner, candidato socialista rap- presentante della sinistra moderata che ha raccolto inaspettatamente quasi il 17% dei voti e migliorato di molto il risultato di agosto: ciononostante si è al massimo divario fra il vincitore ed il suo più prossimo avversario, almeno dal 1983.
Il “Frente para la victoria” si è aggiudicato anche 89 dei 130 seggi in palio alla Camera e 17 dei 24 al Senato. Il partito della Presidenta ha sbancato anche le province, conquistando otto delle nove che eleggevano il governatore.
Già alle sei di domenica sera, Plaza de Mayo, la piazza del palazzo presidenziale, si era riempite di folla in attesa che la “Presidenta” apparisse a salutare i suoi elettori dai locali dell’Hotel Intercontinental, sede del comitato elettorale del “Frente”, costola del Partito giustizialista, da lei fondato con il marito Nestor Kirchner. «Sono una donna di 58 anni in politica da quando era molto giovane, e ora non sono solo la prima ad essere stata eletta presidente, ma anche la prima donna ad essere stata rieletta. Cos’altro posso volere? Quello che voglio ora è approfondire un progetto che aiuti a migliorare la vita di 40 milioni di argentini », ha detto ai suoi festanti sostenitori, in una manifestazione totalmente in linea con la tradizione peronista, il cui capitale simbolico ed elettorale è sempre stato rappresentato dagli strati popolari della nazione. Ceti conquistati da una politica di miglioramenti in campo sociale e lavorativo e di sostegni finanziari tangibili (a Buenos Aires, dove il costo della vita è oggi a livello europeo, il biglietto dei mezzi pubblici è di 20 centesimi di euro). Continua dunque una costante della vita politica del Paese: il peronismo, nelle sue diverse configurazioni, sfumature e stili, democraticamente al potere dal 1946.
La gente vuole festeggiare con la Kirchner, ma ciò che ai loro occhi appare un trionfo è in effetti soltanto una vittoria. Tenendo presente che per la legge elettorale le schede bianche e nulle, 25% alle primarie del 14 agosto, non rientrano nel computo dei voti e che l’astensionismo si attesta al 5%, risulta come in realtà soltanto un argentino su tre sia a favore di Cristina.
Ora la sfida del nuovo mandato. Accusata di nepotismo in quanto succeduta al marito nella massima carica nazionale, sospettata con lui di arricchimento illecito, la Kirchner conta fra i successi la riduzione della povertà, passata dal 21% del 2006 all’attuale 12%, e investimenti rilevanti a favore dell’istruzione. Fra i temi fortemente controversi della sua gestione, si annoverano la nazionalizzazione delle Aerolineas Argentina (sull’orlo del fallimento) e l’appoggio deciso alla legge sul matrimonio gay che nell’arco di un anno ha portato 2.700 coppie all’ufficializzazione della loro unione omosessuale. E altre battaglie laiciste si profilano all’orizzonte.

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