Dalla rassegna stampa Cinema

Rocco Siffredi: «Sono contrario al porno dilagante sul web»

L’attore di oltre mille pellicole hard: «Grazie Boldi, ma continuo con i miei film»

L’ATTORE STILISTA «IN 3D» NELLA COMMEDIA «MATRIMONIO A PARIGI»

Per una volta ha potuto fare quello che per ogni attore con prole è la norma: portare i propri figli sul set. Per Rocco Siffredi, nome d’arte chiesto in prestito ad Alain Delon per non mettere troppo in imbarazzo la famiglia, 47 anni, oltre mille pellicole all’attivo (ma la contabilità nel suo caso in genere non si applica alla filmografia) essere chiamati di Massimo Boldi a partecipare a Matrimonio a Parigi di Claudio Risi, è stata anche un’occasione di svago familiare. Ma nonostante altre proposte siano arrivate, compresa quella di una fiction assai popolare, il nostro non ci pensa proprio a lasciare il mondo del porno che gli ha permesso di costruire un piccolo impero (in Ungheria). Nel film interpreta uno stilista francese, «in 3 D», lo definisce lui: «Avevano timore a descrivere il personaggio, ma insomma, se è stilista se è francese deve per forza essere gay. E non solo». La famiglia, racconta con gran soddisfazione, lo ha raggiunto sul set a Parigi.

CANNES – Non era la sua prima volta sul set di un film di un genere diverso dal suo, anzi con Romance di Catherine Breillat è andato anche al Festival di Cannes (sulla Croisette ci va regolarmente, ma per il festival dei film hard). Ma non ha intenzione di insistere, conferma. D’altronmde, lo sa anche lui: non è che Boldi & Risi lo chiamano perché lo considerano il nuovo Clint Eastwood. L’autoironia non gli manca, anche se spesso gli scatta il pilota automatico e, talmente abituato a rispondere sempre alle stesse ovvie domande, se le fa da solo. Ma il Rocco Siffredi che non ti aspetti è, invece,quello che se la prende contro il porno dilagante su Internet : «Non può essere che mio figlio vada online per fare i compiti e se sbaglia a digitare una parola gli esce di tutto, cose che un bambino non dovrebbe vedere». Certo, un piccolo conflitto d’interessi c’è. In fondo, Internet sta facendo al porno quello che ha già fatto con la musica: mettere in ginocchio l’industria. Ma, insomma, detto da lui ha un certo peso.

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