Dalla rassegna stampa Personaggi

La star di Glee

La riscossa di Jane Lynch, l’antipatica che piace a tutti …Dichiaratamente lesbica, la Lynch ha sposato Lara Embry (docente universitaria di psicologia), già madre adottiva di una figlia, di cui ora Jane si occupa come fosse sua…

LOS ANGELES Il successo per Jane Lynch è arrivato a 51 anni, dopo una gavetta lunga 30 anni, tra teatro, cinema e televisione. Veterana dei set, molto rispettata nell’industria dello spettacolo, ma fino a poco fa pressoché sconosciuta, la Lynch sta trionfando sul piccolo schermo come protagonista della serie fenomeno Glee, per la quale ha ricevuto quest’anno il Golden Globe. E dall’alto della sua maturità sta dominando, sia per classe che statura – è alta 1.83 – sui giovani colleghi che la circondano nel telefilm, giunto alla terza stagione. Domina ma con dolcezza: tutti l’adorano. Malgrado il personaggio che interpreta nella serie, la severa, perfida, scorretta e simpaticamente antipatica professoressa Sue Sylvester, irascibile coach di un gruppo di cheerleader, nemica acerrima del Glee Club, in un liceo americano.

«Ho 51 anni e da quando ne ho 27 sono un’attrice professionista» ci dice l’attrice. «L’amore per la recitazione mi ha impedito di scoraggiarmi durante tutti questi anni di piccole parti o ruoli di spalla, la maggior parte trascorsi in grande economia, tanto poco guadagnavo. In televisione solo i protagonisti guadagnano bene. Oltre le star, naturalmente». Status che Jane ha ormai raggiunto. «Ancora oggi mi emoziono, quando al mattino attraverso il cancello di entrata della Paramount, dove giriamo la serie; e mi emoziona l’entusiasmo della gente che mi riconosce per strada. Ma a parte questo la mia vita non è cambiata poi molto con questo improvviso e insperato successo» dice la Lynch, che aggiunge ridendo: «Mi correggo, un cambiamento c’è: il mio parcheggio riservato è sempre più vicino all’entrata del teatro di posa». La carriera di Jane Lynch iniziò a Chicago nei primi anni 80, con la compagnia di improvvisazione teatrale “Second City”, da cui sono fuorisciti comici famosi come Steve Carrel, Stephen Colbert e il regista/attore/commediografo Christopher Guest. Poco dopo la Lynch approdò in televisione con ruoli in svariate serie, tante piccole apparizioni al cinema fino alla svolta del casting in Glee, oggi la serie numero 1 negli Usa e nel mondo. Dalla sua prima stagione (2009), Glee ha collezionato quasi cento nominations tra Emmy, Golden Globe, People Choice, Satellites Awardse altri premi, aggiudicandosi il Golden Globe come miglior serie televisiva, oltre a premi individuali per molti del cast, compresa la Lynch.

Dichiaratamente lesbica, la Lynch ha sposato Lara Embry (docente universitaria di psicologia), già madre adottiva di una figlia, di cui ora Jane si occupa come fosse sua. E proprio il successo di Glee, racconta è coinciso con l’incontro con la sua attuale moglie (si sono sposate nel 2010 in Massachussetts, uno dei pochi stati Usa dove è consentito il matrimonio tra coppie dello stesso sesso). La vita coniugale e il suo nuovo ruolo di madre aggiungono una gioia immensa, dice la Lynch, «a questo nuovo capitolo della mia vita, spero non l’ultimo». Svela che è stata proprio la figlia a sensibilizzarla verso il problema dei tagli ai fondi destinati alle arti nelle scuole, tema centrale in Glee. «Sono diventata un membro attivissimo dell’organizzazione “Adopt The Arts” che raccoglie fondi destinati alle scuole più bisognose nel Sud della California. Quando andavo al liceo, la mia ora preferita era quella del coro, che tenevamo in una casa nei pressi del campus» ricorda. «Proprio come i ragazzi protagonisti di Glee, in quel breve lasso di tempo noi studenti ci dimenticavamo dei problemi, delle differenze, uniti dalla musica. Il desiderio di una formazione artistica viene proprio dai giovani, e nonostante i tagli da parte dello Stato il numero di iscritti ai corsi scolastici di musica e recitazione sono triplicati. Mia figlia frequenta una scuola pubblica, ed è una grande soddisfazione sapere che siamo anche noi, tanti singoli individui, a fare la differenza per una generazione che cresce in un mondo sempre più ostile».

L’esatto contrario della professoressa Sylvester che combatte la diffusione dell’arte nella scuola: «In questa terza stagione, con la sua entrata in politica, approfondirà la sua lotta contro la cultura, una tendenza che domina nel mondo di oggi. La quarta stagione invece porterà un grande cambiamento, molti dei ragazzi liceali protagonisti si diplomeranno e non ci saranno più. Ci possiamo aspettare una rivoluzione nel cast, ma più di questo non so dire».

Effettua il login o registrati

Per poter completare l'azione devi essere un utente registrato.