Dalla rassegna stampa Cinema

Oltre il mare: trailer, trama e recensione del film in uscita il 30 settembre

…Le vicende sentimentali che si avvicendano nel campeggio non presentano grandi punti di interesse (se non per le frequentissime scene di sesso, piuttosto casto – inutile forse quella lesbica, dato lo scarso spazio concesso ai due personaggi) …

Il cinema italiano è in una situazione che definire peculiare è sintomo di attaccamento a espressioni eufemistiche. Inondato da commedie di bassa lega o al più di media qualità, invaso da drammoni sentimentali su coppie di trentenni in crisi, fatica a produrre pellicole di genere e a lanciare nuovi talenti.

Oltre il mare, film di esordio di Cesare Fragnelli, in uscita il 30 settembre distribuito da Microcinema, è una parziale eccezione in questo scenario, per quanto non si possa gioire per il risultato finale che arriverà sugli schermi cinematografici.

Il film racconta di un gruppo di amici, interpretati tra gli altri da Alessandro Intini (Montalbano, Distretto di polizia), Alberto Galetti (Amici di Maria De Filippi), Giulia Steigerwalt, Nicola Nocella, Micol Olivieri (I Cesaroni), Davide Donatiello, Carlotta Tesconi, Francesca Perini, Lidia Cocciolo e Mario Claudio Recchia, che decidono di andare in vacanza in un campeggio sulle spiagge di Otranto.

All’interno del gruppo, formato perlopiù da ventenni, si trovano un po’ tutti i tipi dello spaccato televisivo/cinematografico: c’è il leader, il fissato con la politica, quello sensibile, chi pensa solo alle conquiste. Molto più defilate, psicologicamente parlando, le ragazze, tappezzeria o unicamente oggetto del desiderio maschile.

Graziato dalla collaborazione straordinaria del maestro Cosimo Cinieri, l’esordio di Cesare Fragnelli soffre di molte incertezze, sopratutto in fase di sceneggiatura, che non sa bene dove andare a parare. Diviso tra le esigenze del film corale, dell’affresco sociologico un po’ alla buona, delle gag da commedia e delle situazioni drammatiche trattate con una certa superficialità, non si riesce a estrapolare un senso forte e unitario da ciò che si vede passare sullo schermo.

Le vicende sentimentali che si avvicendano nel campeggio non presentano grandi punti di interesse (se non per le frequentissime scene di sesso, piuttosto casto – inutile forse quella lesbica, dato lo scarso spazio concesso ai due personaggi) perché dei personaggi si sa davvero poco e niente: il tratteggio psicologico è dato in maniera piuttosto netta, si potrebbe dire che i ragazzi sono tagliati con l’accetta, usando un’immagine infelice.

Una regia ancora zoppicante rende molto difficile immedesimarsi nelle relazioni interne al gruppo: per dimostrare il divertimento del campeggio Fragnelli non trova di meglio che farceli vedere seduti in cerchio a cantare e a ridere, sovrastati da musiche non particolarmente ispirate, senza però che si possa comprendere il motivo di tale felicità estemporanea; la scelta del montaggio alternato, poi, durante una sequenza in cui un ragazzo tradisce la propria fidanzata, arriva al ridicolo involontario, accostando le immagini del congiungimento carnale a primi piani di intenso esercizio al pianoforte.

Purtroppo il film viene affossato da un susseguirsi di luoghi comuni sui giovani che infastidiscono per il modo in cui viene rappresentata un’età difficile come quella dell’adolescenza: renderli degli idioti arrapati o dei depressi incapaci di reagire, al netto di qualsiasi sfumatura, non fa onore né alla realtà né a chi la realtà vorrebbe rappresentarla.

La visione è rallegrata in parte da alcune battute e situazioni divertenti, ma si tratta di eventi abbastanza rari in un film che passa senza troppi slanci di interesse tra feste al mare, litigi sentimentali abbozzati, scene di sesso e impreviste quanto poco efficaci svolte drammatiche. Gli attori, poi, snon risultano troppo convincenti, frenati da personaggi che offrono pochi spunti di reale interesse interpretativo.

Ci si augura che Cesare Fragnelli possa fare meglio con il suo prossimo film. Questo, pur scorrendo senza particolari intoppi, non si può definire memorabile.

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