Dalla rassegna stampa Cinema

Ozpetek: "A Roma i capolavori della mia patria"

«Da anni ci penso: mi piacerebbe che il pubblico italiano conoscesse di più il cinema turco e, viceversa, portare il cinema italiano in Turchia»…

«Da anni ci penso: mi piacerebbe che il pubblico italiano conoscesse di più il cinema turco e, viceversa, portare il cinema italiano in Turchia». Per questi motivi Ferzan Ozpetek si è volentieri lasciato coinvolgere nel ruolo di presidente onorario del Festival del cinema turco, organizzato dall´assessorato alle Politiche culturali con la collaborazione di altre istituzioni locali, in programma alla Casa del Cinema da giovedì 22 a domenica 25 settembre. È una manifestazione – il titolo è “Mamma li turchi – Arrivano i film” – ricca di trenta titoli, tra film recenti e successi degli ultimi anni, opere prime, documentari, cortometraggi.
Secondo Ozpetek, «il cinema turco è in un momento di grande vitalità, si gira molto e con grande velocità, le riprese posso durare meno di un mese, si fanno orari molto più lunghi che altrove, ed è la troupe che di volta in volta decide le regole dei giorni di pausa. È un cinema che non cerca di imitare produzioni di altri paesi, è rivolto più al presente che al passato, racconta storie di sentimenti e di disagi del vivere quotidiano, che il pubblico turco apprezza con entusiasmo, non è difficile che un film superi i due milioni di spettatori. Trovo che ci sia una grande passione sia nel pubblico sia in chi il cinema lo fa. Una passione che ricorda quella che c´era in Italia nel dopoguerra».
«Tra i film che si vedranno – continua Ozpetek – ci sono molte commedie, ma anche opere molto dure, come “Respiro”, un´opera prima sugli aspri combattimenti di un commando per difendere la caserma di un paesino dell´Anatolia, vicina al confine con l´Iraq. Duro è anche “Press”, ambientato negli anni Novanta, durante gli scontri tra i turchi e i curdi, quando un gruppo di giornalisti si impegnò a denunciare la violazione dei diritti umani».
Il festival, per l´assessore Dino Gasperini, è importante come incontro tra culture, ma anche «come approfondimento tecnico per fotografare il significativo sviluppo del settore». Un omaggio è riservato al regista e sceneggiatore Yavuz Turqul, uno dei maestri del cinema turco, autore del film d´apertura “La stagione di caccia”, uno dei maggiori incassi dell´anno, storia di due poliziotti che affrontano i loro conflitti mentre indagano su un omicidio. Di Turqul sono in programma altri tre film, tra i quali “Bandito”, il racconto di un bandito curdo che arriva ad Istanbul dopo 35 anni di prigione. Il film, uscito nel 1996, ha vinto premi internazionali ed è stato visto in Turchia da due milioni e mezzo di spettatori.

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