Dalla rassegna stampa Libri

Quelle due sorelle capaci di trasformare il lager in teatro

S’intitola «Eldorado» il nuovo romanzo di Wladimir Luxuria Un viaggio nella memoria a Birkenau per ritrovare una coppia omosessuale che recitava nella Berlino sopraffatta dal nazismo

Come innalzare una diga dinanzi al dolore che può travolgere? Nonna Wanda usa la distrazione. Durante l’infanzia chiudeva gli occhi e pensava che riaprendoli le cose brutte sarebbero scomparse. Da grande si esibisce in tivù con successo, unendo presente e passato – Foggia, Milano, Berlino -, usando finché può le arti della concentrazione e della distrazione.
Fuori dalle scene si chiama Raffaele Palumbo, è nato a Foggia e da lì è partito. Il suo nome è molto importante per Kasimir, un polacco sopravissuto ai campi di concentramento. Riesce a tenerlo in mente per anni e anni. Deve ritrovare Raffaele. Lo rintraccia e iniziano insieme unviaggio della memoria a Birkenau per riabbracciare idealmente le «due sorelle» di Raffaele, cioè Franz e Karl, due uomini omosessuali che insieme a lui facevano a Berlino nel 1933 uno spettacolo en travestì. Recitavano all’Eldorado con gran successo finché una sera irruppero le SS.
Eldorado è il titolo del nuovo romanzo di Wladimir Luxuria (ed. Bompiani). Fin dall’inizio colpisce della prosa l’equilibrio tra ironia e dolore. Raffaele Palumbo è anziano, lotta con gli anni, la pressione alta, la ciccia, si difende con forza e dignità e con una grande dose di umorismo. Le battute sono lievi e felici, in sottofondo c’è la verve della migliore Luxuria. I problemi di Raffaele, che pure nei panni di Nonna Wanda è molto apprezzato, non sono pochi: vive da solo, una sera vieneaggredito e derubato di tutto, anche dell’auto, da un giovane approfittatore.
Le fragilità dell’uomo vengono rappresentate con delicatezza da Luxuria, in questo continuo slalom tra sofferenza e comicità. Esercizio che inizia a dare gran prova di sé quando descrive l’ingresso in cella, dopo la retata all’Eldorado, e immortala una delle «due sorelle» che si lamenta per l’assenza degli specchi. Inizia Karl e «in unasorta di delirio nervoso per distrarsi dalla tragicità della situazione Franz lo assecondò ». L’affetto di Raffaele per le «due sorelle» si impone quando, attraverso i racconti di Kasimir il sopravvissuto, le vediamo nei campi di concentramento andare incontro a quel destino da cui Palumbo era stato risparmiato perché non ariano, e dunque di razza inferiore e rispedito in Italia dalle SS. «Nessun pavimento, solo fango in cui sguazzare – racconta a Birkenau Kasimir –. Fu qui che conobbi Franz e Karl…. Ero uno dei pochi lì dentro a capirli, avevo studiato il tedesco, lo conoscevo bene. Mi colpì il loro spirito, non si lamentavano affatto, mi sembrava assurdo ciò che dicevano in quella situazione. Ricordo alcune delle loro battute… come faremo a dormire senza lenzuola di seta, che cafoni, trattare così due star! Stai zitta, mihanno fotografata senza trucco, per giunta di lato, quello di sinistra che non è il mio profilo migliore….Certo con quel naso che hai non riusciranno neanche a piegarla in due la foto…». Al registro della comicità si aggrappa anche chi legge, perché la soluzione di Palumbo, la «distrazione sdrammatizzante », è contagiosa. Finché l’umorismo calato nel contesto dell’orrore si svela poesia. Umanissimo e poetico è il legame tra le «due sorelle » che riescono a trasformare il campodi concentramento inunteatro. E continuano a recitare per salvarsi, rappresentandosi vive, mentre intorno tutto è strazio, e la morte attende. E nell’attesa, si palpita. Si sorride persino, per amore. Karl a Birkenau si innamora di Kasimir: «Karl era una persona molto dolce. Non insistette affatto, anzi visse il suo amore verso di me senza più parlarne, ma continuando ad avere mille piccole attenzioni nei miei confronti, l’unico che mi sorridesse ».v
————–

Torna a Roma «Gay Village» danze e musica per i diritti

Un lui e una lei col naso da pinocchio negano che andranno quest’anno al gay village: sono le immagini di lancio della stagione 2011 dell’ormai tradizionale appuntamento romano che aprirà i battenti giovedì 23 all’Eur – Parco del Ninfeo Via delle Tre Fontane angolo Via dell’Agricoltura – per concludersi il 17 settembre. Ecco qualche cifra. Oltre 2 milioni di investimenti; 300 persone al lavoro tra operatori e addetti ai servizi; 20 artisti coinvolti nella produzione di uno spettacolo sull’amore e sui diritti umani; 90 Dj nazionali e internazionali,10 cantanti,40 performer, 150 gogo, girls & boys, 12 organizzazioni nazionali & internazionali che riconoscono nel Gay Villageunavetrina strategica. Questi sono i numeri della decima edizione delGayVillage, la manifestazione portata avanti da Imma Battaglia, presidente Di Gay Project , Annachiara Marignoli, Paola Dee, Mauro Basso e Gianmarco Sandri, che coniuga divertimento per tutti (non solo per il mondo glbtqi) a riflessioni di attualità. «Il Village è soprattutto una fonte di investimento in termini di occupazione – dichiaraImmaBattaglia. -. Nell’organizzazione sono presenti aziende private e pubbliche; per oltre tre mesi sono impiegate professionalità a tutti i livelli; trovano spazio aziende di comunicazioni importanti e scambi economici nel campo delle affissioni e della comunicazione in rete. Basti pensare che in10 anni i visitatori hanno superato i 2 milioni. Quest’anno per la prima volta il Gay Village, insieme ad Artmediamix, promuove una competizione di danza con oltre 20 artisti assunti per realizzare uno spettacolo sull’amore e sui diritti umani, che, insieme all’unico festival dei documentari in Italia con anteprime internazionali, regalerà emozioni suggestive».

Visualizza contenuti correlati


Condividi

Effettua il login o registrati

Per poter completare l'azione devi essere un utente registrato.