Dalla rassegna stampa Libri

«Eldorado» di Vladi Luxuria

«Eldorado» , che segna il debutto come romanziere di Vladimir Luxuria, è una storia appassionata e dolente, centrata sulle emozioni del protagonista e, volutamente, su quanto sia difficile essere anziani e gay in questo nostro mondo.

Nel libro (edito da Bompiani, come le favole pubblicate da Luxuria nel 2009, e la storia di Muccassassina del 2007) il personaggio di Raffaele Palumbo fa i conti tutti i giorni con la giovinezza perduta: è un’artista che ha successo, ma non di quello capace di farti passare la paura, ogni sera, di non farcela. È un essere umano che soffre la solitudine, la mancanza d’amore. È importante che sia un omosessuale? Non ho letto una pagina in cui di questo dolore non sia universale. Piuttosto c’è una «pietas» , questa sì particolare, verso la vittima di una cattiveria che è sempre unita alla giovinezza. Nel farci entrare nel mondo, e nelle emozioni, del suo protagonista Luxuria questa «pietas» non la dimentica mai. Unita all’altra arma che gli consente di accompagnare le sue giornate: l’ironia. C’è una dolente leggerezza in queste pagine fino all’inaspettato «scatto» del romanzo, che porta Raffaele Palumbo a compiere un viaggio nell’Europa del passato e dell’orrore. Qui si torna indietro fino agli anni Trenta, al mitico locale «Eldorado» di Berlino dove si esibiva anche Marlene Dietrich. Su quel palco arriva e si esibisce en travesti il giovane Raffaele Palumbo, in quel locale trova due artisti Franz e Karl. L’irruzione delle Ss all’Eldorado, il 1 marzo 1933 segna l’inizio della persecuzione nazista che per moltissimi omosessuali finirà nelle camere a gas dei campi di concentramento. Come Vladimir Luxuria decide di sciogliere il viaggio del suo protagonista e il suo rientro in Italia appartiene a quel significato profondo dei romanzi che non è lecito raccontare, bisogna leggerlo. Quello che invece si può e si deve dire è la scelta dell’autore di pubblicare, a corredo di una storia romanzata, l’elenco vero degli omosessuali uccisi nel solo campo di concentramento di Sachsenhausen. Una «lista dei morti» lunga eppure parziale perché di così pochi conosciamo il destino e ai quali l’autore decide di rendere omaggio, restituendo loro almeno il nome. Ma l’omofobia non ha un tempo storico: Karl morirà al termine di una crudele operazione per estirpargli l’omosessualità, le minacce al circolo Mario Mieli sono appena di ieri. Colpisce il delicato equilibrio di questo racconto, la calma con cui si affrontano dolore e la violenza, la forza di una ribellione che non ha perso un grammo delle sue ragioni.

«Eldorado» di Vladimir Luxuria (Bompiani) sarà presentato alle 18 alla libreria Feltrinelli di Galleria Colonna. Intervengono, insieme all’autore Paolo Fallai e John Vignola

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