Dalla rassegna stampa Teatro

Una "Divina commedia laica"

…Un successo travolgente, quello di «Angels in America», dal teatro al tv movie interpretato da Al Pacino, Meryl Streep e Emma Thompson per la regia di Mike Nichols, che ha trasformato agli inizi degli anni Novanta il giovane e oscuro scrittore americano di teatro Tony Kushner nel più celebre …

«Penso si debba chiedere al teatro di fare cose impossibili, come far volare un angelo, lanciare un libro infiammato, materializzare i sogni e girare il mondo. D’altra parte, che ragione c’è di stare tutto il tempo in cucina?» Non usa mezze misure il drammaturgo Tony Kushner, che nel suo «Angels in America» – in arrivo a Teatro Due martedì 12 e mercoledì 13 aprile nella pluripremiata versione italiana firmata da Elio De Capitani e Ferdinando Bruni – porta sul palcoscenico fiamme e angeli per quella che è stata definita dal Sunday Times la «Divina Commedia di un’età laica e tormentata».
Un successo travolgente, quello di «Angels in America», dal teatro al tv movie interpretato da Al Pacino, Meryl Streep e Emma Thompson per la regia di Mike Nichols, che ha trasformato agli inizi degli anni Novanta il giovane e oscuro scrittore americano di teatro Tony Kushner nel più celebre drammaturgo della sua generazione. Premiato con il Pulitzer, due Tony e una miriade di altri riconoscimenti, lo stesso autore ammette: «Nemmeno io potevo immaginare cosa sarebbe diventato Angels in America». E se «all’inizio doveva essere proprio una riflessione sulla mia identità gay – dice – scrivendolo è diventata qualcos’altro». Così, oltre che «una commedia gay ed ebraica», dice ancora Kushner, questa è una «commedia di New York»: un’epopea contemporanea che si nutre del melting pot della Grande Mela per raccontare un’umanità dolente e tormentata, al culmine dell’epidemia di Aids nell’America reaganiana, spaziando all’interno di una sofisticata trama di citazioni che va da Sofocle alla soap opera televisiva, da Brecht al Vecchio Testamento fino a Shakespeare.
«Angels» ha profondamente segnato il destino di Tony Kushner, che è poi diventato l’uomo di spettacolo americano più éngagé, una sorta di nuovo Arthur Miller. Il suo matrimonio in Massachussetts con il fidanzato di sempre, l’editor di Entertainment Weekly Mark Harris, è stato segnalato sulla pagina dei «matrimoniali» del New York Times, che ha dedicato per la prima volta quello spazio a una coppia gay. «Scrivo per dire la verità sul modo in cui vedo e capisco il mondo – ha dichiarato ancora Tony Kushner in un’intervista a cura di Roberto Festa per «Diario» nel 2007 – Non m’interessa mascherare nulla. Se poi risulto spiacevole, meglio così. Un certo disagio è la prova che un’opera d’arte funziona. Non assistiamo a ‘Medea’ per sentirci meglio».
A Teatro Due vedremo la prima parte della sterminata opera di Kushner, dal titolo «Si avvicina il millennio», coprodotta da Teatridithalia e Ert/Emilia Romagna Teatro Fondazione. 210 minuti di spettacolo che hanno fatto incetta di premi, dall’Ubu a Elio De Capitani come migliore attore non protagonista al Premio dei Critici di teatro, dall’Hystrio alla regia agli Olimpici 2008 per miglior regia e miglior spettacolo di prosa. Un evento teatrale che il critico Franco Quadri, scomparso nei giorni scorsi, aveva definito «di enorme emozione».

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