Dalla rassegna stampa Libri

"Verrai a trovarmi d'inverno" di Cristiana Alicata

… Mai come oggi la cultura gay è attuale. Questo aspetto della lettura omosessuale abbiamo deciso di approfondirlo con Cristiana Alicata, autrice di “Verrai a trovarmi d’inverno”, il romanzo che ci ha presentato attraverso sei citazioni glbtq…

Intervista. Cristiana Alicata presenta a Queerblog il suo nuovo romanzo, “Verrai a trovarmi d’inverno”
pubblicato: mercoledì 06 aprile 2011 da giovanni molaschi

Il 2011 potrebbe essere ricordato per la rinascita della cultura gay dell’Italia. Dall’inizio dell’anno sono già stati pubblicati molti libri che raccontano l’omosessualità. In “Scappare Fortissimo” (Einaudi) Stefano Moretti racconta la storia di un gay che deve fare i conti con la propria andropausa. Secondo diversi critici questo romanzo è la risposta a “Seminario sulla gioventù” di Aldo Busi.

In “Quando eravamo froci” (Il Saggiatore) Andrea Pini racconta la nascita del movimento omosessuale italiano. Con l’autore, nelle prossime settimane, approfondiremo quella parte della storia che abbiamo solo accennato con Angelo Pezzana. Mai come oggi la cultura gay è attuale. Questo aspetto della lettura omosessuale abbiamo deciso di approfondirlo con Cristiana Alicata, autrice di “Verrai a trovarmi d’inverno”, il romanzo che ci ha presentato attraverso sei citazioni glbtq.

Nel 2008 Luca Ragazzi e Gustav Hofer realizzano il documentario “Improvvisamente l’inverno scorso”. Nel 2011 tu pubblichi il romanzo “Verrai a trovarmi d’inverno”. L’inverno che racconti tu è lo stesso del documentario?
Non è lo stesso inverno. Forse sono un paio d’inverni prima, se mi consenti di usare la tua stessa metafora. Il loro inverno è un inverno di lotta e consapevolezza. Quello del libro è un luogo dell’anima, è il luogo dell’amore. E’ la difficoltà di raggiungere i luoghi dell’altro. L’amore è faticoso, quello omosessuale lo è un pochino di più. Almeno oggi, in Italia. Ma nel libro è faticoso per tutti, anche per Peppone ed Anita.

Nel video “Il giorno in più” Malika Ayane interpreta Biancaneve. Il principe, nel suo caso, preferisce un marinaio a lei. Biancaneve è, appunto, la protagonista della copertina di “Verrai a trovarmi d’inverno”. Perché Elena, la protagonista del romanzo, è come Biancaneve?
Dovrò andarmi a vedere il video, non l’ho mai visto! Biancaneve senza volto è un luogo, è la favola dove ognuno di noi ha messo il volto, da piccolo e anche da grande quando ha creduto alla felicità, per esempio. Biancaneve è il luogo in cui albergano a turno tutti i personaggi del libro finché non imparano che non esiste un “vissero felici e contenti”. Gli eventi modificano la realtà, le persone cambiano oppure sono inafferrabili nel loro modo di amare, come Viola.

Liz è la trans che aiuta Elena. Il protagonista di “Ti seguo ogni notte”, il romanzo di Luca Bianchini, era aiutato da Morgana, anche lei trans. Perché hai deciso di affidare a Liz la crescita di Elena?
Sembra un quiz. Non ho letto neanche questo libro! Le transessuali vivono come una stigmate (la parola non è casuale) la loro discriminazione. E’ scritta sul corpo, non è negabile. E’ una battaglia tutta fisica anche se è una battaglia interiore. Non è un caso che siano state le prime a ribellarsi a Stonewall dando vita al movimento di liberazione della comunità omosessuale e transessuale.

Nel 2001 le Fate Ignoranti erano gay. Nel 2011, in “Verrai a trovarmi d’Inverno”, sono lesbiche ed eterosessuali. Insieme vivono a Pantelleria. Cosa di questa isola seduce Elena?
La pietra nera. La luce. L’impossibilità di ammarare. Le piante basse per il vento. La forma dei dammusi. L’Africa lontana. In realtà le Fate Ignoranti di Verrai a Trovarmi d’inverno siamo tutti. Dentro questo libro hanno accoglienza tutti: etero, lesbiche, trans e gay. Ma non sveliamo niente.

Il finale del romanzo mi ha ricordato un passaggio di “Esperimenti di Felicità Provvisoria” di Matteo B Bianchi. Uno dei protagonisti sostiene che “le cose succedono. Tu sei lì che ipotizzi la vita e la vita, intanto, ti accade”. Perché questa citazione è adatta a “Verrai a trovarmi d’Inverno”?
Questo l’ho letto, invece. Non so se si adatta…Nessuno dei protagonisti si oppone agli eventi, al massimo qualcuno ne fugge, come Elena, ma nessuno rientra nel cliché del pianificatore esistenziale il cui progetto viene disilluso. Anzi. Volevo dei personaggi umani né drammatici, né eroici. Che contenessero il negativo e il positivo, il bene e il male e riuscissero a sopportarlo e a conviverci. Come la maggior parte della gente, insomma. Siamo abituati a leggere libri e a vedere film con scene cruente o sesso sfrenato. Come se ci fosse bisogno di questo per eccitarsi, provare emozioni. La vita è già così tanto emozionante e malgrado ciò che possiamo ritenere lo è per tutti.

Queerblog.it

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