Dalla rassegna stampa Cinema

Due madri in famiglia (ma senza trasgressioni)

Annette Bening e Julianne Moore, gara di bravura

La scommessa di Lisa Cholodenko non era delle più scontate: raccontare la storia di una famiglia con due madri (e due figli, un maschio e una femmina) come fosse la più normale e scontata delle cose. Cercando di far dimenticare il più possibile allo spettatore che, anche se affidate a due star del calibro di Julianne Moore e Annette Bening, le protagoniste sono una coppia lesbica. Anzi, una famiglia lesbica. Per farlo, la regista e cosceneggiatrice (insieme a Stuart Blumberg) ha scelto la via del «film di genere» , costruendo la storia come quella di una normalissima commedia matrimoniale, con i prevedibili screzi di una coppia rodata (nel film non si dice ma si immagina che le due protagoniste stiano insieme da venti e più anni), attraversata dalle dinamiche famigliari tipiche della disparità professionale (una, Nic, cioè Annette Bening, è medico; l’altra, Jules, cioè Julianne Moore, non ha mai terminato gli studi di architettura e si è «sempre occupata dei bambini» ). E naturalmente con i problemi che portano i figli, perché la diciottenne Joni (Mia Wasikowska, l’Alice di Tim Burton) sta partendo per il college e ha la rigidità un po’ moralista di chi sente la «diversità» della propria condizione mentre il quindicenne Laser (Josh Hutcherson) ha tutte le fragilità di ogni adolescente. Compreso il desiderio di sapere chi è il suo padre biologico. È questo il «MacGuffin» , lo spunto narrativo che accende la trama del film: generati entrambi grazie a un donatore di sperma, Joni (che è figlia di Nic) e Laser (che invece è nato da Jules) vogliono dare una faccia e un nome a questo loro «padre» , scoprendo quasi subito che si tratta di una specie di ruspante ristoratore-ecologista, Paul (Mark Ruffalo), piuttosto disinvolto nei rapporti con l’altro sesso ma sorprendentemente sensibile al calore della «famiglia» . Naturalmente l’arrivo di Paul mette in crisi gli equilibri di tutta la famiglia, scatenando le puntute reazioni di Nic ma innescando anche la curiosità (non solo intellettuale) di Jules, che trova proprio nell’ex donatore di sperma il primo cliente disposto ad affidarle la ristrutturazione del giardino (inevitabile sbocco professionale per una quasi architetta decisa a rientrare nel mondo del lavoro). Così, quello che poteva anche diventare un melò psicologico sulla figura paterna, diventa una specie di commedia (più o meno) sofisticata, tutta giocata sui contrasti di carattere e di comportamento delle donne. Qui la Cholodenko tira fuori tutto il suo professionismo, spalleggiata, anzi molto aiutata dalla grande prova delle due attrici, perfette nel restituire sullo schermo quel misto di ipocrisia e di spregiudicatezza, di correttezza politica e di oltraggio linguistico (era tempo che non si sentivano su uno schermo tanti «c….» ) che sono ormai la caratteristica del ceto progressista californiano. O comunque di quello che gli spettatori di tutto il mondo si immaginano che sia. Così, L «inevitabile» tradimento sessuale che metterà in crisi l’equilibrio della coppia (allo spettatore scoprire chi tradisce chi) è solo la ciliegina su una struttura narrativa che ha giocato le sue carte soprattutto sui problemi educativi (la paura delle due mamme che il figlio sia gay o che la figlia non sia vergine), sulle invidie professionali, sugli scontri caratteriali. E che ogni tanto riverbera di sfumature inedite perché coinvolge la «diversità» delle due protagoniste. Peraltro più preoccupate di assomigliare il più possibile a una coppia eterosessuale. Un meccanismo tutt’altro che inedito e che qui trova la sua vera ragion d’essere nella prova — davvero superlativa — delle due protagoniste, divise nella gara di chi sa restituire sullo schermo la maggior quantità di sfumature e di intensità emotiva (e personalmente sarei tentato di dare la Palma alla Moore), ma unite dall’orgoglio di mostrare senza problemi le bellissime rughe che testimoniano il modo in cui entrambe non hanno problemi di fronte agli anni che passano.

Effettua il login o registrati

Per poter completare l'azione devi essere un utente registrato.