Dalla rassegna stampa Personaggi

Ferzan Ozpetek “La mia Aida tanto emotiva”

Il regista debutta al Maggio Fiorentino Per il cinema un “Mine vaganti” tra donne

Ferzan Ozpetek, al festival Bif&st di Bari, parla alla gente: «Ci vorrebbe un Onorevole Angelina della Magnani per i nostri politici»
I successi Mine vaganti Tanti premi per questa storia sulle problematiche gay
La finestra di fronte Bova e Mezzogiorno in un intreccio romantico con l’ultimo Massimo Girotti

In Puglia Ferzan Ozpetek si trova a casa. Qui gira volentieri, torna spesso, con la voglia di tornare ancora. Gli piace Vendola, presidente della regione, «Credo che sia uno dei pochi politici che non pensa solo a se stesso, spero lo lascino fare. Gli altri vedo che sono lontani dalla gente; finché non prenderanno la metropolitana e non faranno la fila alle poste, non potranno mai aiutare chi non vive di privilegi come loro». E gli piace il Bif&st di Bari, creato da Felice Laudadio perché «si incontrano tanti amici e non è un festival di cinema ingessato», e che vede presidente della giuria internazionale quell’Ettore Scola «persona molto importante nella mia vita». Figuriamoci oggi che la stessa giuria internazionale lo ha riempito di premi per il suo Mine vaganti che ancora gira in promozione.

E mentre va in tour nel mondo, Ozpetek pensa già a ciò che sarà; un nuovo film, storia al femminile scritta con Ivan Cotroneo e con Silvia Pontremoli ma, soprattutto, al suo debutto nella lirica con Aida , il capolavoro verdiano che aprirà il 28 aprile la lunghissima stagione del Maggio Fiorentino. Sul podio, nientemeno che Zubin Metha. Scenografo, nientemeno che il premio Oscar Dante Ferretti e già si dice che uno dei punti di forza scenici sia il progetto di un deserto che cresce fino a invadere il palcoscenico. «Ci abbiamo pensato per tre anni con Metha e Ferretti. Ne sta venendo fuori un’Aida romantica, emotiva, intimista, non il solito kolossal. Un classico senza rivolgimenti ma pur sempre un’opera vista con i miei occhi di clown in un circo sconosciuto, perciò ironica, diversa. Era nel mio destino, fu la prima opera che vidi in Italia, 34 anni fa. Nonostante questo avevo paura, ho accettato solo grazie al carisma di Metha, lui mi ha convinto, tranquillizzato. Ora dovrò imparare a stare con i tempi dei cantanti, ma anche nel cinema lavoro meglio con grandi attori e rispetto i loro di ritmi». Nel cast, Aida sarà Hui He (e Maria Josè Siri), Marco Berti (e Walter Fraccaro) saranno Radames mentre Amneris sarà Luciana D’Intino (o Marianna Pentcheva).

E a proposito di cinema, c’è troppa crisi? «Macché, la crisi c’è ma c’è sempre stata. Eppure sono pessimista riguardo ai cambiamenti di cui si parla troppo. Vedo i successi che produciamo, gli artisti impiegati e penso che l’Italia potrebbe vivere di risorse artistiche. Invece ci chiudono le porte in faccia». Talenti sprecati. Però Ozpetek non si perde d’animo e imbastisce la riscossa delle donne. «Mille cambiamenti e tanti entusiasmi. Ha presente Mine vaganti ? Applico la stessa filosofia alle donne e le faccio entrare nel mio mondo. Cinque o sei quarantenni, un’età che mi piace e le faccio passare dalla bontà alla cattiveria, dalla depressione all’euforia».

Chissà se tra loro troverà ruolo anche Nina Zilli, la cantante premio della critica a Sanremo 2010. «Mi vuole Ozpetek», ha detto lei pronta al suo debutto da attrice: «Ci sono donne, un matrimonio, la Turchia. Mi piacciono le storie corali. La proposta è prestigiosa ma io sono terrorizzata. Ferzan giura che mi aiuterà, che ho talento. Ma io resto con i miei dubbi».

««LA PRIMA OPERA VISTA IN ITALIA» «Fu 34 anni fa. Ma avevo paura a realizzarla. Mi ha rassicurato sapere Zubin Metha sul podio»»

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Dante Ferretti

“Il sogno egiziano era nel destino”

La coppia da Oscar Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo

Vanto del cinema italiano, Dante Ferretti affronta ogni nuovo lavoro con quel disincanto felice dell’artista realizzato. E con tutti quegli Oscar non potrebbe essere altrimenti. Con la moglie Francesca Lo Schiavo formano una ditta formidabile, il documentario a lui dedicato Dante Ferretti: scenografo italiano diretto da Gianfranco Giagni e che racconta il dietro le quinte dei tanti film da lui realizzati, ha spopolato anche al Bif&st, pur se in sua assenza, visto che il nostro era a Londra per le ultime riprese del nuovo film di Scorsese.

E adesso Aida con Ozpetek e Metha. «Ogni volta che affronto un lavoro mi sento entusiasta, mi butto dentro con tutto me stesso con quella dose di incoscienza che è fondamentale. Faremo un’Aida nuova, certamente non cartolinesca. Ho accettato pensando che fosse scritta nel mio destino. Io che ho illuminato il Museo Egizio di Torino, potevo sfruttare tutto quello che avevo imparato, soprattutto nell’enfasi sui dettagli che poi fanno l’insieme, puntando sugli elementi preponderanti dell’epoca nei movimenti delle tante scene come fosse un montaggio cinematografico. Ecco, sarà proprio un’Aida cinematografica».

Cambierete epoca e finale? «Assolutamente no, niente stravolgimenti, anzi, rispetto massimo per i temi principali. Ho già consegnato i bozzetti completi a Ozpetek e a Metha. Spero che tutto si realizzerà come è nelle nostre idee».

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