Dalla rassegna stampa

Numero verde, gay ancora senza

Gay, lesbiche, bisex e trans vogliono chiamare il numero verde istituzionale dedicato a loro, pagato dal ministero del Welfare, ma non lo trovano.

È la stessa comunità lgbt a lamentarsi: doveva partire un anno fa, all’inizio del 2010, ma nessuno sa che cosa sia: eppure il dicastero ora guidato da Maurizio Sacconi, per questa iniziativa che ha avuto il suo inizio quando la ministero della solidarietà sociale era in mano al rifondatore comunista Paolo Ferrero, ha sborsato all’Arcigay circa 150mila euro per formare gli operatori e creare il servizio. A più di un anno dalla scadenza fissata per l’inizio del servizio, atteso dalla comunità lgbt, non c’è niente. La sperimentazione sembra non dover finire mai, quando invece qualsiasi azienda dà il via rapidamente a un numero verde. Cercando su internet non si riesce a trovare il numero, delle campagne di comunicazione previste non c’è traccia e contattando i circoli dell’Arcigay in giro per l’Italia l’unica risposta che si ottiene è quella relativa a un numero di cellulare del servizio di ascolto che lavora magari due ore alla settimana, «ma in orari serali». Il progetto finanziato dal ministero del welfare prevedeva la creazione di un numero unico «gay» per mettere in rete i servizi già esistenti, ma dal web emerge che lo stesso servizio esisteva già nella regione Toscana, dal 2006, con il numero 199 444 592, noto come il telefono amico regionale. Insomma, secondo la comunità lgbt il ministero finanzia con 150mila euro che si basa su un progetto già esistente ma che poi non viene nemmeno attivato: inoltre, la stessa Arcigay ha raccolto anche dei soldi grazie al cinque per mille, fondi finalizzati proprio al numero unico, secondo quanto è stato scritto sul periodico Pegaso, giornale dell’associazione, nel marzo 2008. Un tunnel dal quale sembra impossibile vedere la luce, quando c’è chi ha bisogno di una voce amica e non trova un aiuto. E per una volta il governo è esente da ogni colpa, avendo finanziato l’operazione.


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