Dalla rassegna stampa Cinema

SUNDANCE FUORI I MERCANTI DI FILM

Al via il più celebre festival dedicato al cinema indipendente ideato da Robert Redford

Camicia da boscaiolo e scarponcini da neve ai piedi, Robert Redford sembrava più un pensionato in gita in montagna che non il fondatore del Sundance Film Festival, quando si è mostrato, giovedì pomeriggio, alla conferenza stampa di presentazione dell’ edizione 2011 del festival del cinema indipendente più prestigioso d’America. E l’idea della pensione è balzata alla mente dei giornalisti presenti in sala, visto che sia il festival che l’Istituto Sundance (che organizza il festival e porta avanti da anni una prestigiosa scuola per aspiranti filmakers) hanno rinnovato la dirigenza, affidata rispettivamente a John Cooper e Keri Putnam. Che sia un segno? Si sono chiesti in molti. «Mi state dando una bella idea» ha risposto ridendo il settantaquattrenne Redford.
Il Sundance comunque, almeno al momento, rimane stretto nelle mani dell’attore che lo ha fondato e che si è dimostrato combattivo come sempre quando ha parlato delle «imboscate dei mercanti di film», che stanno utilizzando il festival come «vetrina per vendere i loro prodotti ». «Io in genere li chiamo feccia » ha rintuzzato Cooper. È questo infatti il pericolo contemporaneo di un festival che in passato era il luogo del cinema inteso come arte e che ora, acquistando popolarità, rischia di perdere il carattere di nicchia che lo rendeva unico e non così allettante per i «mercanti di film».
Intendiamoci: il Sundance è ancora artisticamente rilevante e se lo è il merito è proprio di Robert Redford, che nonostante i settantaquattro anni e l’accennata idea della pensione, rimane una fucina di idee per il cinema che ama. L’ultima trovata è quella di istituire un minifestival nel festival, nel quale mostrare i film «orfani», ovvero quelle pellicole che piacciono a pubblico e giuria ma che non trovano distribuzione nelle sale.
TANTI FILM E APPASSIONATI
Saranno le idee del suo eclettico fondatore, saranno i circa 120 film in programma (selezionati tra gli 11 mila che hanno fatto domanda),ma il Sundance Film Festival edizione 2011 sembra più vivo che mai, e la risposta del pubblico di appassionati cinefili non si è fatta attendere. I biglietti sono praticamente già tutti venduti: «Credo che sia uno dei nostri anni migliori».
La serata di gala di apertura ha visto in programma quattro film molto diversi fra loro: Sing Your Song, documentario sulla vita del cantante Harry Belafonte e sulle sue lotte per i diritti civili. The Guard, poliziescomadein Ireland, che racconta di un traffico di droga internazionale, Pariah, storia di una giovane omosessuale costretta ad avere a che fare con un ambiente conservatore, e Project Nim , documentario sullo scimpanzè Nim, che negli anni Settanta venne addestrato al linguaggio dei segni in un esperimento che segnò un passo importante nello studio dell’evoluzione della specie.
POCHE LE STAR
Poche le stelle e i nomi popolari fra le pellicole in programma quest’anno. In Win Win Paul Giamatti fresco di Gloden Globe, interpreta un allenatore di wrestling, Margin Call vede protagonista Kevin Spacey e racconta della crisi finanziaria degli ultimi anni, in Salvation Boulevard Pierce Brosnan interpreta un evangelista ribelle. Il dramma spirituale Higher Ground vede Vera Farmiga (Tra le nuvole) debuttare alla regia e Red State è il primo horror del regista Kevin Smith (Dogma). Sebbene Redfordnonlo ammettaapertamente, la scelta di film senza grossi nomi di richiamo è una risposta alle accuse mosse al festival. «Non sono d’accordo su chi dice che siamo diventati più commerciali – conclude Redford – noi continuiamo a fare il nostro lavoro, nella maniera in cui lo abbiamo sempre fatto. Ovvero selezionando film non in base alla loro vendibilità ma in base alla freschezza delle idee».

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