Dalla rassegna stampa Televisione

La Littizzetto professoressa: bisogna ascoltare gli studenti

Ora Luciana Littizzetto fa la professoressa in tv. «Fuoriclasse» è la serie in sei puntate prodotta da Rai Fiction con Itc Movie, in onda su Raiuno da domani,

ROMA — Ha insegnato per nove anni alle elementari e alle medie. Ora Luciana Littizzetto fa la professoressa in tv. «Fuoriclasse» è la serie in sei puntate prodotta da Rai Fiction con Itc Movie, in onda su Raiuno da domani, con la regia di Riccardo Donna. La quarantenne Ida Passamaglia, così si chiama il suo personaggio, insegna Lettere al liceo scientifico «Caravaggio» di Torino. È madre di un quattordicenne, che frequenta l’istituto, e moglie di Riccardo Tramola (Neri Marcorè), che l’ha appena lasciata per una donna più giovane. E, naturalmente, il privato familiare, complicato dal recente e cocente abbandono, si miscela con il lavoro a scuola, tra alunni scansafatiche o vittime di tempeste ormonali tipiche dell’età e colleghi frustrati e vendicativi. Il tutto condito da una sana ironia. Dice l’attrice: «La scuola è specchio della società: le nevrosi dei professori si scaricano sugli allievi e viceversa. E tra i professori c’è chi lavora con passione, mentre invece si parla solo di quelli che lo fanno senza passione. A tale proposito, non penso sia una buona riforma quella che prevede incentivi economici per chi lavora meglio. Tutti devono lavorare bene, a prescindere dagli incentivi» . Tratta da alcuni libri di Domenico Starnone, la sceneggiatura è firmata da Federico Starnone, Doriana Leondeff e Francesco Piccolo, che dicono: «La scuola che raccontiamo non è quella che vorremmo. Quella che vorremmo è un luogo dove tutti possono esprimere e coltivare il meglio di sé. Forse, quella che rappresentiamo, non è neanche “la scuola”. La scuola universale non esiste. Quello che abbiamo provato a raccontare — aggiungono — è la scuola vera, con dentro persone e storie vere. E l’abbiamo descritta attraverso gli occhi di una professoressa che la ama profondamente, e che proprio per questo combatte per cambiarla» . Interviene quindi la Littizzetto, riguardo alle recenti proteste studentesche contro la riforma Gelmini: «Credo che ci siano ragioni da entrambe le parti. Di bello, però, è successo che, in quel marasma, è scoccata una scintilla di vita in un Paese in cui non si muove più niente, tranne quello che si sta muovendo in questi giorni e di cui avremmo fatto volentieri a meno. E poi, se c’è stato tanto casino — continua — vuol dire che bisogna parlarsi, cosa che in Italia non si fa più. Non dico che occorra aprire tavoli di trattativa, ma un vero dialogo sì. E in ogni caso, tutto quello che arriva dagli studenti deve essere tenuto in considerazione» . Impossibile non trascinare la star di «Che tempo che fa» nell’attualità bollente dell’ultima ora: «In questa fiction non ci sono grandi “gnocche”, ma solo attori di cinema e di teatro che sanno realmente recitare. Le prediche sono pericolose e lasciano il tempo che trovano — prosegue poi riferendosi allo scandalo Ruby — mentre invece è da sottolineare l’importanza dell’esempio e dell’alternativa. Emma Marcegaglia e Susanna Camusso sono donne con le “tette”, sono molto diverse tra loro, ma non hanno fatto quello che, in questi giorni, sembra essere il percorso obbligato per avere successo. Eppure sono entrambe persone serie, in gamba: due emblemi, appunto, dell’alternativa» .

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