Dalla rassegna stampa Cinema

Baron Coen, film da un romanzo di Saddam Hussein

Iraq medioevale: il violentatore di una giovane rappresenta gli Usa

Sacha Baron Coen è un provocatore nato. Prima ha scandalizzato il mondo impersonando il giornalista kazako antisemita e omofobo Borat (Coen è ebreo). Poi ha doppiato il successo impersonando Bruno, stilista omosessuale capace di ogni nefandezza in nome del successo. Ieri, dopo due anni di silenzio, ha annunciato che il suo prossimo film sarà liberamente tratto da un romanzo di Saddam Hussein. Non si tratta di un omonimo e sconosciuto scrittore professionista ma proprio dell’ex dittatore iracheno, che in pochi sanno essere stato autore di quattro romanzi e alcuni poemi.
L’opera in questione s’intitola Zabibah and the King, è stata pubblicata nel 2000 e, secondo la Cia, scritta a quattro mani da Hussein e un ghost writer. Si tratta di una storia d’amore ambientata nell’Iraq medioevale, nello specifico a Tikrit, città natale del dittatore. Un Re s’innamora di una popolana sposata con un uomo violento, del quale deve subire i continui abusi sessuali. Nelle intenzioni dell’autore il violentatore rappresentava gli Usa, la pura ragazza islamica sarebbe il popolo iracheno, il Re lo stesso Saddam. Poco di tutto ciò resterà, ovviamente, nella satira di Baron Coen, che ha riunito la troupe di Borat (tra cui il regista Larry Charles e il produttore Scott Rudin) per raccontare «la storia di un dittatore che rischia la vita per assicurarsi che la democrazia non arrivi mai nella nazione che lui amabilmente opprime». L’uscita è prevista per l’11 maggio 2012. A.D.

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