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Dalla e le primarie "Tifo per Zacchiroli" - "A questa città serve un elettroshock scommetto su Zacchiroli, ha stoffa"

Benedetto ha fatto bene a dichiararsi gay e ha ragione: ma qui c´è ancora troppa ipocrisia su questi temi
La consultazione rischia il flop? Bisognerà avere il coraggio di cambiarla. Ma sto con Prodi: non va cancellata

Lucio Dalla e le primarie. Il cantautore voterà per Benedetto Zacchiroli. «Lo conosco – dice – ha lavorato bene come “ministro degli esteri” portando a Bologna il premio di città della musica per l´Unesco».

Dalla: avrei voluto la Cancellieri, sogno un sindaco stile Renzi

Dalla guarda al Pd in affanno e alle primarie in salita. Deluso dagli errori «piccoli ma gravissimi» di Flavio Delbono, confessa: «Avrei voluto Anna Maria Cancellieri o Romano Prodi sindaco». Ma senza di loro, «il meglio è Zacchiroli, per svegliare questa città addormentata, che ha bisogno di una scossa elettrica. Di qualcuno fuori dalla nomenklatura, con uno stile alla Matteo Renzi».
Dalla, intanto lei andrà a votare a queste primarie?
«Sì, ci andrò e so che voterò per Zacchiroli, perché mi piace l´idea di un giovane fuori dal giro stretto della politica, uno che non fa politica di mestiere, ma che ha davvero tenuto alto il nome di questa città in Europa e nel mondo. Non solo per quello che Bologna è stata negli anni ‘80, ma per quello che è ancora oggi. Uno che potrebbe fare come Renzi, il sindaco di Firenze che a me piace moltissimo».
Ha condiviso l´outing di Zacchiroli sulla sua omosessualità? Alcuni l´hanno vista come una mossa “strumentale” alla sua campagna. Lui sostiene invece di aver voluto dare un segnale ai giovani che ancora si nascondono.
«Non mi pare proprio si possa dire che sia strumentale. Dire di essere gay dovrebbe essere come dire di essere mancini. Poi ognuno di noi ha diritto di raccontarsi o non raccontarsi. Benedetto ha fatto bene, perché ha ragione a dire che anche da noi c´è ancora ipocrisia su certi temi. È una società in continuo mutamento, ma spesso restiamo indietro, senza rendercene conto».
Molti parlano di una Bologna in declino.
«Più che in declino, è una città addormentata. Io lo dico come accusa, alla città, ma anche ai cittadini, persino a me. Dormiamo. Anche nella musica. Una volta, tanto per fare un esempio, il Festival del Jazz era un evento. Oggi abbiamo solo qualche concerto alla festa dell´Unità e a Casalecchio. Ma gli artisti tendono a schivare Bologna».
Sarà forse anche colpa della politica.
«E´ colpa di tutti. Certo, anche della politica, destra e sinistra. E´ come se su questa città fosse scesa una nebulosa. La gente non ha più voglia di impegnarsi. Io per quel che posso ci provo. Ad esempio ho seguito cinque regie per il Comunale, senza farmi pagare un centesimo. E´ per questo che penso serva ora un sindaco che svecchi un po´ queste mura, qualcuno con una visione diversa, che torni ad appassionare, a far battere il cuore. Che guardi a tutta la città senza logiche di parte. Con un´ottica sgravata dalle ideologie».
Ricorda un po´ la ricetta di Guazzaloca.
«Ho sempre stimato molto l´ex sindaco, cui riconosco di essere stato un vero civico. Ma stimo molto anche Anna Maria Cancellieri. Per me sarebbe un ottimo primo cittadino, gliel´ho anche detto. Sta lavorando bene, nonostante tutte le difficoltà tecniche. Così come avrei desiderato molto un Romano Prodi sindaco. Anche a lui l´ho chiesto, ma purtroppo mi ha riso dietro: “Ne ho già abbastanza”, mi ha detto. Pazienza e peccato, ho risposto io».
E i candidati alle primarie non li conosce, a parte Zacchiroli?
«No, assolutamente. Merola non l´ho mai visto. E neppure la Frascaroli. Persino Maurizio Cevenini, che pare così popolare, l´ho conosciuto solo qualche mese fa».
Sarà per questo che il Pd teme il rischio flop alle primarie.
«Bisogna guardare in faccia alla realtà: se sarà un flop vuol dire che non funzionano. E´ come quando la gente non va allo stadio: vuol dire che la squadra non gioca, o non gioca bene. Non dico che allora bisogna cancellarle, ha ragione Prodi quando dice che poi le rimpiangeremmo. Ma certo bisognerà avere il coraggio di cambiarle».
L´ultima volta le primarie ci hanno portato Flavio Delbono, ed è andata come è andata. Lei era tra i suoi sostenitori. E´ rimasto deluso?
«Devo dire di sì. Votai per lui e mi sembrò una persona molto intelligente e preparata. Ma quel che poi è venuto fuori è una cosa talmente piccola e sbagliata che mi ha sconcertato».
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