Dalla rassegna stampa Libri

Roberto Pazzi presenta il suo ultimo libro

…Due storie d’amore, una omo l’altra eterosessuale, s’inseguono nel romanzo con cui Roberto Pazzi torna alla “grande storia” …

San Benedetto del Tronto | Appuntamento sabato 8 gennaio alle ore 17,30 all’auditorium comunale.

Riprendono gli “Incontri con l’autore” organizzati dal Comune di San Benedetto in collaborazione con la libreria “La bibliofila”. Sabato 8 gennaio alle ore 17,30, all’auditorium “Tebaldini” in viale De Gasperi 120, il professor Roberto Pazzi presenterà il suo romanzo “Mi spiacerà morire per non vederti più”, pubblicato nel 2010 dall’editore Corbo (417 pagine, 18 euro). Come di consueto in questa stagione autunno/inverno degli “Incontri con l’autore”, la presentazione sarà animata da Filippo Massacci e da Francesco Tranquilli, che leggeranno anche alcuni passi del libro. L’ingresso è gratuito.
Roberto Pazzi, poeta, narratore e giornalista – già per dodici anni al Corriere della Sera, poi al Quotidiano Nazionale e al New York Times – tradotto in ventisei lingue, ha alternato l’attività di docente nella scuola e nell’università a Ferrara, dove vive, a quella di conferenziere nei paesi del mondo in cui è diffusa la sua opera. La pluripremiata produzione – due volte Premio Selezione Campiello, due volte finalista Strega e Viareggio, super premi Grinzane Cavour e Flaiano e i premi Montale, Scanno, Comisso, Procida Elsa Morante, Bergamo Stresa, Rhegium Julii, Basilicata – comprende sette raccolte di versi e sedici romanzi. Per Corbo editore ha pubblicato “Le forbici di Solingen” (2007), “Le città del Dottor Malaguti” (2008), “La Città Volante” (2009)

Il libro. Due storie d’amore, una omo l’altra eterosessuale, s’inseguono nel romanzo con cui Roberto Pazzi torna alla “grande storia” di Cercando l’Imperatore, Vangelo di Giuda e Conclave, i suoi libri più tradotti. La vicenda si apre nel 590, con la visione dei barbari in catene nel Foro romano, i bellissimi Angli il cui riscatto è conteso tra due cugini. E si dipana, a Roma, in piena età longobarda, nel passaggio fra la nuova morale e l’antica, vissuto tra quei due cugini che più diversi non potrebbero essere: Gregorio Magno papa, che invierà in Britannia una missione a convertire gli Angli, e il colto senatore romano Eusebio Simmaco, della stirpe che ha difeso la cultura del paganesimo travolta dal cristianesimo.

Questi vive con naturalezza ancora pagana, immune da sensi di colpa, la sua sessualità, e s’invaghisce del palafreniere Celeste, amante della figlia Ottavia. I due giovani, per sottrarsi alle sue brame, si rifugiano presso Gregorio. Fuggono quindi da Roma inseguiti da Eusebio. Dopo varie peripezie, il matrimonio di Ottavia e Celeste e la nascita dei figli sembrerebbero placare Eusebio, ma…

Tutto questo, e molto altro ancora viene raccontato ad un ospite, in vacanza, dello stesso albergo, da un personaggio odierno, l’ingegnere milanese Gregorio Eusebi, oppresso dal mestiere di famiglia. Narrato di nascosto dalla moglie, il romanzo è il suo modo di reinventarsi, profittando di uno sconosciuto per fargli credere di averlo scritto davvero. Gregorio mette così in scena una verità che ignorava di sé e si fa strada mentre l’ospite in vacanza lo ascolta incantato…

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