Dalla rassegna stampa Cinema

Checco Zalone, debutto storico: sette milioni di euro in due giorni

Record come «Avatar» per la commedia sul terrorismo islamico

MILANO — Che bella giornata, il secondo film con Checco Zalone, è diventato subito il primo a furor di botteghino: in due giorni, il 5 e il 6 gennaio, l’incasso record di sempre, oltre Benigni, oltre i cinepanettoni, oltre Benvenuti al Sud, per l’Italia. Uscito con la Medusa in quasi 900 copie, ha totalizzato oltre 7 milioni di euro, di cui 6.800.000 nelle sale monitorate da Cinetel. Un primato per due giorni di programmazione. Perché Avatar al debutto aveva incassato oltre 9 milioni di euro al debutto ma calcolati su tre giorni. Era chiaro che il film di Gennaro Nunziante prodotto da Pietro Valsecchi si sarebbe mangiato tutti i concorrenti made in Italy, compresi i tre Babbi Natale che sono stati i primi del box office natalizio, ma non in questa proporzione, con questa rapidità, con questa voracità. Escono malconci dalla gara i filmoni americani (ma è partito molto bene il grande Eastwood di Hereafter), un tempo dominatori di un mercato che oggi trova sempre più spazio per il prodotto interno e per una commedia italiana non volgare, non con la bava alla bocca, senza peti e rutti, ma con un’attenzione non casuale e non gratuita per le cose della vita, magari rese solo più dolci. «Mi fa solo piacere che si battano i record, vuol dire che la gente ha voglia di cinema» dice Paolo Ferrari presidente di Warner Italia, major del «maghetto» . Tutti lo vogliono e lo cercano, oggi il pugliese purosangue Zalone, ovvero Luca Medici, star di Zelig (la popolarità della tv è da mettere in conto) e già campione con il precedente Cado dalle nubi. Il suo personaggio, che il pubblico fa subito suo, è e resta quello del tonto, un classico del comico di ogni tempo, e su di lui il film costruisce un intrigo costellato di trucchi, gag, equivoci. E un rapporto sentimentale con una bella ragazza araba che a Milano dice di studiare arte e architettura, ma in realtà programma un attentato, niente meno che una bomba sulla Madonnina: sarà ovviamente Checco a salvare la situazione, non diciamo come, quando e perché. Certamente la materia di questa commedia divertente, intelligente, mai volgare, è attuale anche se virata in grottesco, perché si parla del terrorismo arabo ma si diverte a confondere le tipologie, partendo da una situazione riconoscibile e arrivando alla radice della risata con elementi classici dei caratteri: vedi la scena clou del pranzo di cozze dove si mette in risalto Rocco Papaleo (nel film padre di Checco), il bravo attore che nel 2010 ha diretto con gran successo Basilicata coast to coast. Unendo le due tradizioni per l’unità cinematografica d’Italia — pugliesi a Milano, come i fratelli di Rocco che era lucano — il film parla di oggi e lo fa senza pretendere di far lezione, ma in un modo mai gratuito. Nabiha Akkari, la ragazza che circuisce Checco, è diventata star in un giorno: «L’ho scoperta io — dice Zalone —. Sono andato a Parigi a farle un provino e ho sentito subito che era quella giusta» . Ora parte il primo vero weekend e la Medusa, toccando ferro, dice che il film arriverà a fine carriera a 30 milioni, ma è chiaro che sarà di più.

Effettua il login o registrati

Per poter completare l'azione devi essere un utente registrato.