Dalla rassegna stampa Cinema

Maria Chiara Fraschetta da Piacenza, in arte Nina Zilli

…Mi vuole Ferzan Ozpetek – dice la cantante che a Sanremo 2010 ha vinto il premio della critica Mia Martini con L’uomo che amava le donne -: sta scrivendo una parte, spero piccola, per me nel suo prossimo film…

Roma. Con l’album del debutto, Sempre lontano, ora in special edition, ha superato le 60 mila copie vendute ottenendo così il disco di platino, il prossimo è in preparazione e uscirà entro quest’anno, ma nel frattempo Maria Chiara Fraschetta da Piacenza, in arte Nina Zilli, potrebbe debuttare sul grande schermo come attrice.
«Mi vuole Ferzan Ozpetek – dice la cantante che a Sanremo 2010 ha vinto il premio della critica Mia Martini con L’uomo che amava le donne -: sta scrivendo una parte, spero piccola, per me nel suo prossimo film. Ma io non sono un’attrice, quello è un altro mestiere, non credo di essere all’altezza. Ferzan però mi rassicura, mi dice che ho talento e che lui mi aiuterà».
Il film, come annunciato a dicembre dal regista che sta scrivendo la storia con Ivan Cotroneo, sarà «una commedia drammatica come la vita, una nuova storia corale». Le riprese sono previste per settembre.
«Ci sono quattro donne, un matrimonio e la Turchia», dice la Zilli, «ed è tutto quel che so per il momento». La cantante è tentata dalla proposta «prestigiosa», ma «al tempo stesso terrorizzata e infatti anche se Ferzan va avanti come un treno io non ho ancora detto un vero sì. Che non sembri snobismo, tutt’altro, ho paura vera».
Ozpetek, che prepara il debutto nella regia lirica con l’Aida di Giuseppe Verdi, la direzione musicale di Zubin Mehta e la produzione del Maggio Musicale Fiorentino per l’inaugurazione del festival 2010, ha conosciuto la Zilli per Mine Vaganti affidandole il motivo principale della colonna sonora, quel 50mila che ha dato grande popolarità all’artista.
Con il nuovo film, ancora prodotto da Fandango, continua il sodalizio con Ivan Cotroneo con cui aveva scritto Mine Vaganti, mentre il viaggio in Turchia sarà un ritorno alle origini per il regista, nato a Istanbul nel ’59 e trasferitosi a Roma nel ’76 per studiare Storia del cinema alla Sapienza.
Quanto a Nina Zilli, che ostenta acconciature anni ’40 da trio Lescano, che confessa di fare rigorosamente da sola e con grande naturalezza, è una specie di tornado, innamorata cotta di musica. Dalla Val Trebbia all’Irlanda e agli Stati Uniti, Nina è partita dalla musica anni ’70 «per arrivare piano piano – spiega – alla mia musica perfetta: la Motown, l’R&B della Stax, il soul, il pop rock dei primi 60», incrociato con amori italiani di Mina e Celentano giovani e con la Giamaica che le fa battere forte il cuore.
A “Capri, Hollywood”, dove ha ricevuto un premio e strappato applausi in un mini concerto deliziando con quella voce che cambia intonazione, smaniosa, maliziosa, nera e alla Amy Winehouse, ha ondeggiato sui tacchi alti, indossando tailleur aderenti con la gonna al ginocchio e calze a rete con la riga dietro.

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