Dalla rassegna stampa Personaggi

Nichi, il politico con l'orecchino

Un personaggio che spacca la sinistra

Nichi Vendola è affascinante perché lega la sua visione della politica ai sentimenti e ai tratti poetici dell’esistenza. E questo suo irrompere sulla scena della sinistra fa sembrare stantio un Pd senza figure nuove, ancorato ai Bersani, ai D’Alema, alle Rosy Bindi. Vendola è un uomo che spezza e non ricuce, più che un politico assomiglia a un predicatore. Dove può arrivare e dove può portare un personaggio così è difficile da dire. Ha un partito minuscolo, Sel, Sinistra, ecologia e libertà, ma intanto è stato eletto due volte alla presidenza della Regione Puglia, battendo non solo il centrodestra, ma lo stesso Pd che lo avversava e lo avversa ancora perché può diventare la pietra tombale di un Pd confuso e incerto.
Un magistrale articolo di Ernesto Galli Della Loggia dal titolo «L’orecchino populista» sul «Corriere della sera» dice nel suo incipit: «Dopo il segno premonitore rappresentato da Di Pietro, oggi Vendola conferma che l’elettorato che fu per decenni quello del partito comunista ormai è un pallido ricordo perché un pallido ricordo sono il suo mondo concreto e ideale. L’irruzione vittoriosa di Vendola segna per la sinistra la fine della sua “storia” come termine essenziale di riferimento e la sua sostituzione con la “vita”». In sostanza la «storia» ereditata dal Pd è finita «con il declino dell’industrializzazione, con l’impallidimento dei suoi luoghi aggregativi. Il moralismo antico della sinistra è diventato giustizialismo: l’idea cioè che dietro ogni avversario si celi un malfattore, e che quindi il codice penale debba essere l’alfa e l’omega di ogni politica». Un concetto di cui si è appropriato sguaiatamente anche Di Pietro, ma che ora viene ribaltato da quest’uomo con l’orecchino e l’anello al pollice «che intesse narrazioni, evoca suggestioni e sentimenti, incarnando una versione di populismo in cui il discorso politico è pretesto per segnali allusivi di sdegno o di amore che mostra di sapere condivisi, che vuole condividere con chi lo ascolta».
Vendola è l’unico esponente politico che evochi di continuo la propria origine meridionale «tratteggiando il Sud come un modello di essenzialità e di verità umana da proporre alla sinistra contro il cattivo modello del produttivismo a tutti i costi, del consumismo, dell’inessenzialità acquisitiva». Un modello antico che ora «un leader così evidentemente moderno per la sua omosessualità rende in qualche modo ancora credibile attraverso un bagno rigeneratore nel pathos della vita».
E’ un nuovo modello di sinistra antica e al contempo moderna che ha affascinato lo stesso Galli Della Loggia, perché Vendola è essenzialmente un poeta che fa politica, fu lui a coniare la definizione di «verminaio» durante l’inchiesta della commissione antimafia a Messina. Ed è quest’uomo che stravolge tutti gli schemi.

Effettua il login o registrati

Per poter completare l'azione devi essere un utente registrato.