Dalla rassegna stampa Televisione

Santamaria "Ritorno in teatro per mettermi alla prova e raccontare lo straniero"

…Santamaria torna anche in tv, perché da lunedì in prima serata su Raiuno sarà protagonista con Paola Cortellesi e Lorenzo Balducci della serie “Le cose che restano” di Gianluca Maria Tavarelli, dove interpreta uno dei tre fratelli («omosessuale, che vive la sua storia d´amore in modo …

Al Nuovo Montevergini

Un uomo senza nome, forse straniero, con una storia che non ha inizio né fine. Un monologo come un unico flusso di coscienza, per sondare un mondo notturno, visionario, popolato da nemici e fantasmi che forse non esistono. È “La notte poco prima della foresta”, atto unico scritto da Bernard – Marie Koltés. Il regista colombiano Juan Diego Puerta Lopez ha recentemente ripreso il testo e l´ha affidato a Claudio Santamaria, interprete del miglior cinema italiano, che oggi e domani alle 21,15 lo porta in scena al Montevergini per il Palermo teatro festival. Unica data siciliana della tournée che riparte proprio da Palermo. Le musica originale è di Giuliano Sangiorgi dei Negramaro, eseguita al sassofono da Raffaele Casarano, mentre Loredana Longo ha realizzato un´installazione che rappresenta un orizzonte di macerie.
«Era da tempo che volevo tornare in teatro – racconta l´attore romano mentre mangia una mela nella sua stanza d´albergo – perché credo che questa sia l´essenza stessa del fare l´attore, l´unico luogo dove ti metti sempre alla prova, davanti a un pubblico sempre diverso. E infatti un poco mi spaventa, perché al cinema vivi in una bolla, sei sempre protetto. Così tutte le volte che posso, cerco di rompere questo schema, torno a performance dal vivo, concerti, letture».
Il monologo di Koltès è il racconto, tutto d´un fiato, di una vita per frammenti. In una notte di pioggia, un uomo che viene dalla periferia di tutte le metropoli ferma un passante, gli chiede una camera per la notte e dà inizio a un viaggio nei suoi ricordi, tra sensazioni dolorose e desiderio di fuga. In maniera confusa e ossessiva racconta l´essere stranieri, il sentirsi estranei al mondo, lontano da tutto, ma soprattutto la sua smania di vivere, mentre il suo racconto si perde nella sua foresta, un territorio idilliaco senza eserciti né controllo.
«Mi ha colpito il percorso assolutamente privo di linearità di questo testo – continua l´attore, che l´altra sera al Montevergini ha partecipato a sorpresa al concerto dei Vintage – È un flusso di pensieri senza punteggiatura, musicale, difficile. Un viaggio senza inizio e senza fine, in cui non accade nulla, ambientato in un non-luogo dove mettiamo in scena un´esplosione di cose, oggetti, un mondo distrutto». E dove il suo protagonista senza nome vive profondamente la frustrazione di non riuscire a vedere in faccia i suoi nemici. «Per Koltès, infatti, il nemico è invisibile e il mio personaggio sogna di fondare un sindacato internazionale che difenda quelli nella sua condizione contro un clan di “bastardi, tecnici, calcolatori”. Ma è un sogno confuso che si perde e si sovrappone al resto».
Santamaria torna anche in tv, perché da lunedì in prima serata su Raiuno sarà protagonista con Paola Cortellesi e Lorenzo Balducci della serie “Le cose che restano” di Gianluca Maria Tavarelli, dove interpreta uno dei tre fratelli («omosessuale, che vive la sua storia d´amore in modo assolutamente naturale»), in una famiglia che si sgretola dopo la morte di uno dei figli. Ancora Sicilia ma stavolta al cinema: quest´estate, infatti, ha vestito i panni di un finanziere nel film “Terraferma” girato a Linosa da Emanuele Crialese.

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