Dalla rassegna stampa Libri

Un bacio, solo un bacio e poi il dramma

E’ davvero minuscolo, definirlo romanzo è eccessivo davvero. Ma in così piccola dimensione c’è un universo! I difficili, a volte impossibili, snervanti rapporti dei giovanissimi con i genitori, innanzitutto. E poi l’omosessualità, latente e dichiarata, l’omofobia, il bullismo, i problemi …

E’ davvero minuscolo, definirlo romanzo è eccessivo davvero. Ma in così piccola dimensione c’è un universo! I difficili, a volte impossibili, snervanti rapporti dei giovanissimi con i genitori, innanzitutto. E poi l’omosessualità, latente e dichiarata, l’omofobia, il bullismo, i problemi dell’adolescenza, la violenza nelle scuole, la paura. Ecco, forse la paura è l’elemento che serpeggia in tutte le 90 paginette dell’ultima “uscita” a sorpresa di Ivan Cotroneo – Un bacio, assaggi di narrativa Bompiani, €9.50 – più conosciuto al grande pubblico cinematografico per aver collaborato alla scrittura di film come Mine vaganti di Ferzan Ozpetek o serie televisive come Tutti pazzi per amore.

Paura in generale e paura del giudizio degli altri. Paura di crescere, di vivere, di fare una scelta. Paura dei propri sentimenti. E così, un ragazzino innamorato va incontro al proprio destino, ma ha paura, fa delle scelte, le impone. Ma ha paura.

Ivan Cotroneo, incontrato a la Feltrinelli accanto a Titta Fiore, redattrice della pagina della cultura per Il Mattino, si dimostra, dunque e soprattutto, uno scrittore di incredibile talento. Quasi un pittore, tanto i suoi scritti sono delle pennellate, dei flash istantanei sorprendenti. Traduttore per l’Italia delle opere di Michael Cunningham e Hanif Kureishi, l’autore in Un bacio ha il dono dell’immediatezza che si può “assaporare” in questo volumetto che molti dei giovani presenti nello Spazio de la Feltrinelli avevano già letto.
“E’ un libro ‘visivo’ – ha commentato la Fiore – la scrittura è concreta e si trasforma in immagini dense, descrivendo la scena, sempre la stessa, ma da tre angolazioni differenti”. Un rapidissimo passaggio dall’insulto al dramma, perché manca un confronto, la famiglia è sullo sfondo, passiva, con un atteggiamento di totale chiusura. Come la Chiesa, d’altronde, che non si rende conto del mondo che cambia e resta nella sua posizione di “conservatorismo religioso” nella quale l’autore non si riconosce.

Giocando su una struttura raffinata – la stessa storia viene raccontata da tre diversi protagonisti – Ivan Cotroneo sviluppa una trama horror con la semplicità che solo un grande può possedere con un lavoro psicologico di sottrazione piuttosto che di ridondanza.
La parola è secca, precisa, senza aggettivi e circonvoluzioni che possano in qualche modo arricchirla. Ecco che il pensiero prende corpo, un corpo asciutto, e si fa strada così come nasce nella testa di chi vive la situazione. Lorenzo, Antonio e Elena, tre attori sulla scena, tre vittime diverse della società, due adolescenti e un’insegnante e, in mezzo a loro, un bacio…

“Mi sono ispirato ad un fatto di cronaca accaduto in una scuola della California due anni fa – ha chiarito Cotroneo – quando un ragazzo di 15 anni venne ucciso da un suo coetaneo… da allora ho pensato a questa storia e che in Italia non esiste alcuna legge contro l’omofobia in odio ad omosessuali, bisessuali o trans”. In effetti, nell’ottobre del 2009 fu avanzata dall’onorevole Paolo Concia una proposta, poi bocciata, di considerare come aggravante in caso di aggressione l’omofobia. Eppure gli episodi registrati dalla cronaca negli ultimi anni sono stati ben 308, di cui 37 omicidi e 194 fra violenze e aggressioni. Questi dati sono riportati in una nota stessa di Un bacio che presto, crediamo, sarà anche sugli schermi: Cotroneo, infatti, ha dichiarato che ha già ricevuto “richieste” in tal senso da vari registi.

Fonte: http://www.napoli.com/stamparticolo.php?articolo=36215

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