Dalla rassegna stampa

«Finalmente, dopo tanta attesa e suspence, abbiamo capito cosa ne pensa Benedetto XVI dell'omosessualità»

…dall’Arcigay arriva, ancora, un appello «alla saggia voce della laicità affinché si sollevi a difesa di milioni di cittadini gay, lesbiche e transessuali privi di difese contro la cinica tracotanza omofoba del pontefice». …

«Finalmente, dopo tanta attesa e suspence, abbiamo capito cosa ne pensa Benedetto XVI dell’omosessualità». Sergio Rovasio, di “Certi diritti”, non riesce a trattenere il sarcasmo. Oggetto della polemica è l’ultimo libro-intervista di papa Ratzinger: “Luce del mondo” di Peter Seewald presentato, ieri, alla stampa ma che ha già fatto ampiamente parlare di sé, scatenando inevitabili prese di posizione. All’indomani del papa-pensiero sull’uso del preservativo («in alcuni casi giusto» ha dichiarato Ratzinger solo due giorni fa, ndr) e nello stesso giorno in cui i risultati dei test sull’ultimo farmaco anti-Hiv diffusi dal New England Journal of Medicine portano all’attenzione dell’opinione pubblica la feroce epidemia dell’Aids, il libro di Seewald riporta, invece, alla ribalta delle cronache l’ultima “pillola” ecclesiastica sull’omosessualità. Nel libro se ne parla al capitolo 14. «Se qualcuno presenta – dice Ratzinger – delle tendenze omosessuali profondamente radicate – ed oggi ancora non si sa se sono effettivamente congenite oppure se nascano invece con la prima fanciullezza – se in ogni caso queste tendenze hanno un certo potere su quella data persona, allora questa è per lui una grande prova, così come una persona può dovere sopportare altre prove» ma non per questo «diviene moralmente giusta». E, comunque, «resta qualcosa che è contro la natura di quello che Dio ha originariamente voluto». Dunque «non è conciliabile con il ministero sacerdotale, perché, altrimenti, anche il celibato come rinuncia non ha alcun senso».
E dire che il pulpito da cui viene pronunciata la predica ne ha, in questi ultimi tempi, dovute davvero reggere parecchie di “prove”, a partire dallo scandalo pedofilia (di cui Ratzinger parla come di tanti altri temi nella sua intervista, ndr). Ma è stato sull’omosessualità che, ieri, tutto il mondo dell’associazionismo Lgbtqi è tornato a far sentire forte la propria voce di protesta. «In attesa della prossima pronuncia – suggerisce Rovasio – chiediamo alla Chiesa, nel frattempo, di farci sapere se invece è “moralmente giusto” seppellire in una propria chiesa romana gli affiliati ad una feroce banda criminale, leggasi “banda della Magliana”; gestire una banca che è perennemente sotto inchiesta, leggasi caso Marcinkus, oppure, più recentemente, il riciclaggio di denaro con transizioni molto sospette; tenere nascosti per anni i responsabili dei casi di pedofilia» e via dicendo. E dall’Arcigay arriva, ancora, un appello «alla saggia voce della laicità affinché si sollevi a difesa di milioni di cittadini gay, lesbiche e transessuali privi di difese contro la cinica tracotanza omofoba del pontefice». Appello che, ad oggi, cade, purtroppo, totalmente nel vuoto.

24/11/2010


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