Dalla rassegna stampa Libri

Eros, immagini e parole una magnifica "Ossessione"

L´ultimo romanzo di Walter Siti e il racconto di una passione omosessuale – Lo scrittore torna su alcuni dei suoi temi: la vera novità è che questa volta il protagonista non è lui, ma una terza persona osservata a distanza

l nuovo libro di Walter Siti si intitola Autopsia dell´ossessione (Mondadori, pagg. 312, euro 19). “Autopsia” è una parola interessante e probabilmente non a caso figura nel titolo. Il suo significato originario è l´atto di guardarsi, di guardare coi propri occhi, di sperimentare direttamente; diventa poi in area francese intuizione e in seguito assume il significato a cui oggi comunemente ricorriamo: autopsia di un cadavere. Come dal significato originario si arrivi a quello attuale è implicito in tutta l´opera di Siti e in maniera evidente in quest´ultimo libro.
Autopsia dell´ossessione è il racconto di un´autosservazione rivolta a ciò che a un certo punto, nell´infanzia, si è accampato davanti a noi e non se n´è andato più: un´ossessione appunto. L´ossessione ricorrente nei libri di Siti e posta al centro di quest´ultimo è la fissazione sul corpo maschile coltivato in ogni muscolo, un superorganismo adorato che esclude da sé ogni difetto, persino la malattia, l´invecchiamento, la morte. Attraverso il personaggio di Danilo Pulvirenti Siti fa la storia di questa ossessione sessuale che appare nell´infanzia e attraversa quel gran crogiuolo di trasformazioni che va dagli anni Cinquanta ai nostri giorni, quando il più noto puttaniere in circolazione in Italia, il “cavaliere di nullo cavallo” perverte di fatto quanto di antico e di sacro c´è nell´ossessione erotica.
Danilo, a differenza dei personaggi dei libri precedenti, viene da un mondo ricco e colto ed è lui stesso un uomo di raffinata cultura. E´ però condannato alla subalternità assoluta alla madre, proprietaria di beni, di gusto, di parole governate con ironia se non sarcasmo e comunque dell´ultima parola. Tutta la vita di Danilo quindi oscilla tra una sua ossessione omosessuale sadomasochistica rivolta verso corpi virilissimi vicini a quelli degli dèi, se gli dèi nel mondo contemporaneo non si fossero straordinariamente involgariti, e il totale asservimento all´immagine materna.
Fin qui, siamo dentro il mondo a cui Siti ci ha educati. La vera novità è che il protagonista non è uno che si chiama “Walter Siti come tutti” (Troppi paradisi), un io narrante che appunto si autosserva usando, reinventando, distorcendo la propria esperienza biografica per trovare il minimo comun denominatore con l´esperienza di chiunque. Il protagonista qui è invece una terza persona osservata a distanza, uno che è stabilmente collocato sulla riva dell´ossessione come sul versante più vero della sua esistenza. Danilo è il Rivale dei libri precedenti, e Siti qui lo pone al centro e lo esamina, lo seziona in un continuo gioco di specchi.
Il libro ha una struttura complessa che assicura, come tutti i libri di gran livello, una lettura godibilissima. Vediamo gli elementi essenziali che lo attraversano. Il più evidente è una sorta di archivio fotografico dell´ossessione, così come si incarna in Angelo – personaggio denso e molto ben riuscito. Su queste foto che fissano, impacchettano ciò che invece negli altri libri è mobile eros affidato all´evocazione della parola, si esercita lo spirito critico ma anche rievocativo della voce narrante che racconta origine e natura delle immagini con la stessa tonalità con cui racconta vita, opere e sesso di Danilo Pulvirenti.
L´altro elemento che attraversa l´intero libro è la riflessione saggistica sul tema dell´ossessione: magnifici brani ordinati per proposizioni che tendono a mostrare come l´ossessione è tragedia, è racconto ma non romanzo familiare, ed è tuttavia costretta a una continua incompiutezza in un mondo da cui è sparita la metafisica e la capacità di mito. Il terzo elemento è il mondo di Danilo, riassunto nella grande competenza di antiquario, nella straordinaria passione di melomane che produce pagine mirabili, e nelle sue amicizie, Giulio e Cecilia, anche loro provenienti dagli altri libri ma, come tutto in questo, colti nella fase conclusiva della loro vita.
E qui torniamo a ciò che fa di Autopsia dell´ossessione probabilmente una sorta di scontro finale con la materia dei romanzi precedenti: con un improvviso rovesciamento dello sguardo, scopriamo che Danilo stesso ha un Rivale, un avversario che sull´altra riva si abbevera alla stessa sua ossessione come in un incubo fondato sul doppio. Il Rivale di Danilo è il personaggio Walter Siti, il professore bonario e avvolgente e invadente che al Danilo che paga, che rifiuta ogni affettività, che usa il corpo di Angelo senza coinvolgimento emotivo, che ritiene Angelo stesso la sintesi della volgarità del mondo contemporaneo, oppone invece un atteggiamento di cura, di amore, di dipendenza. I due rivali rappresentati con la freddezza della terza persona aprono alla complessità della parola autopsia.
Cosa è accaduto in quest´ultimo libro? L´osservazione diretta della propria vivissima ossessione è diventata progressivamente guardare l´altro nella sua fissità definitiva, il nostro simile dal corpo consumato, corpo archiviato, corpo sezionabile, corpo che invecchia, che si ammala. La materia biografica, nel momento in cui si dice con la massima universalità, guarda se stessa come ossessione di vita che malinconicamente si consuma mostrandosi per quello che è: nessuna differenza tra meccanico e psichico, nessuna differenza tra un desiderio e una peristalsi intestinale. Quanto al simbolico, «niente al mondo merita di essere letto come simbolico, se qualunque simbolo è destinato a finire; sulla terra non c´è che la terra».

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