Dalla rassegna stampa Libri

Ivan Cotroneo Un amore «diverso» nella tragica furia dell’adolescenza

Cotroneo, tragici amori di adolescenti «Un bacio»: esemplare racconto a tre voci … Un bacio punta a cercare di sensibilizzare i lettori nei confronti di un problema grave e inquietante come l’omofobia. Posso dire senz’altro che questa lodevole intenzione «militante» ha ottime possibilità …

Ivan Cotroneo, napoletano, è anche sceneggiatore di cinema e di televisione

Avevamo lasciato Ivan Cotroneo al deliziosissimo La kryptonite nella borsa (2007) e lo ritroviamo adesso in una fase di straordinario successo, come sceneggiatore di cinema («Mine vaganti» di Ozpetek) e di televisione (la serie a dir poco fortunatissima «Tutti pazzi per amore»). Grande produttività, dunque, per un «tocco», il suo, che, a dispetto di un proteiforme eclettismo di temi e situazioni, si afferma con una cifra costante di eleganza e delicatezza, anche quando si confronta, come appunto avviene in tv, con le esigenze dell’audience.

In Italia sono ormai non pochi gli autori cui il fatto di trovarsi al lavoro su una molteplicità di tavoli non solo non procura stanchezza né cedimenti verso l’adozione di una «maniera» ripetitiva, ma offre invece la possibilità di tesaurizzare diverse esperienze per trarne motivi di continuo rinnovamento; tra loro c’è per esempio anche Francesco Piccolo, del quale ho parlato due settimane fa. Per quanto riguarda Cotroneo, si dovrà aggiungere all’elenco dei suoi interessi anche quello, che sarei incline a giudicare fondamentale nel suo percorso autoriale, di traduttore letterario: in Italia, Michael Cunningham e Hanif Kureishi hanno infatti la sua «voce».
La frequentazione degli ultimi due autori che ho citato, e soprattutto quella del secondo, a occhio e croce dovrebbe aver avuto un peso non banale nella fattura di questo piccolo libro quasi perfetto che è Un bacio. Si tratta del racconto di una tragedia: la storia di un ragazzino, figlio adottivo di una coppia di genitori animati dalle migliori intenzioni quanto a correttezza politica, larghezza di vedute e civile tolleranza, il quale scopre di essersi innamorato di un suo compagno di classe. Lorenzo ha sedici anni, l’età in cui più crudelmente può dispiegarsi la stupidità degli altri studenti, cui però Lorenzo riesce a opporre l’adamantino vigore del suo sentimento, arrivando anzi a sfidarla con una serie di «provocazioni» — gli abiti femminei, le unghie laccate— che probabilmente hanno anche il significato di «esperimenti» compiuti alla ricerca di un ubi consistam non ancora pienamente definito. Antonio, l’oggetto dell’amore di Lorenzo, reagisce con fastidio, con vergogna, con furia e violenza alle attenzioni di questi; eppure Lorenzo in certi momenti ne abita i pensieri, e anche se Antonio non sa bene perché, gli capiterà di cercarlo, di affrontarlo, di scambiare con lui un bacio stupito e fugace.

La storia è narrata in tre modi diversi cui corrispondono altrettante parti: la prima e la terza, raccontate in prima persona rispettivamente da Lorenzo e da Antonio; la seconda raccontata invece dall’autore seguendo però un terzo coprotagonista nel personaggio della professoressa Elena Valente, l’amica più comprensiva di Lorenzo e la sua confidente, insegnante generosa e irreprensibile che cova però segreti tormenti, e il sogno di una nuova, per lei inaudita libertà.

Le tre narrazioni convergono tutte verso il medesimo, sconvolgente finale. In una nota conclusiva, Cotroneo spiega che il suo racconto è praticamente un calco dal vero, tratto da un fatto di cronaca americano. Ci fa anche capire che Un bacio punta a cercare di sensibilizzare i lettori nei confronti di un problema grave e inquietante come l’omofobia. Posso dire senz’altro che questa lodevole intenzione «militante» ha ottime possibilità di cogliere il suo scopo, giacché Un bacio mi pare davvero un piccolo capolavoro di asciuttezza, di equilibrio, di concentratissima efficacia narrativa.

Effettua il login o registrati

Per poter completare l'azione devi essere un utente registrato.