Dalla rassegna stampa Libri

Meno di 40

Recensione-intervista del libro “Meno di 40” di Danilo Ruocco

Un serial killer che uccide gli uomini che seduce, un mondo futuro dove la genitorialità è tutt’altro che scontata, una ragazza costretta a diventare “uomo”, a comportarsi come tale per vendicare il fratello ucciso. Questi e altri sono i temi di “Meno di 40”, ultima opera di Danilo Ruocco, narratore e saggista, che già conosciamo per “Un’altra Morale” e “Lavapiubianco”.
“Meno di 40” è una raccolta di racconti e poesie scorrevole e molto varia, che sa passare da un genere all’altro con leggerezza e senza forzature. I temi che Danilo affronta sono forti, a volte scabrosi, ma reali e non ignorabili al giorno d’oggi. Come sempre l’autore li descrive senza dare giudizi, ponendosi nei panni del personaggio. Mai nei suoi racconti si percepisce un accenno di morale, di giudizio.
Lo stile è veloce, sobrio, a volte perfino scarno. Le descrizioni sono minime,
Danilo Ruocco, autore del libro.
lasciano al lettore tutto lo spazio di fantasia possibile. Ciononostante non si respira banalità o scontatezza. Un buon libro che va letto.
Purtroppo “Meno di 40” non si trova in libreria. Come tutte le altre opere di Ruocco lo si può acquistare in internet sul sito lulu.com in versione cartacea a copertina mordida o in versione e-book.
Abbiamo intervistato Danilo. Gli abbiamo posto poche domande, giusto per permettere ai lettori di familiarizzare meglio con lui. Ecco l’intervista:
Perché meno di quaranta?
Confesso che all’inizio il titolo mi era venuto in mente per indicare che riunivo in volume meno di 40 piccoli scritti, ma anche che li avrei pubblicati prima di compiere 40 anni. Poi, questa estate, ho scritto il racconto Meno di 40… “Ne ho uccisi meno di 40”… Perché il protagonista del racconto ne abbia uccisi meno di 40 non ne ho idea!
Le tematiche dei racconti sono molto varie. Esiste un fil rouge che li collega?
Esiste e per questo consiglio una lettura sequenziale degli scritti… Mi piacerebbe, però, che ogni lettore scoprisse il suo. Il tuo qual è?
Come si pone, nella vita reale, Danilo Ruocco riguardo ai temi della genitorialità, dell’omosessualità e della trasgressione che nel libro sono molto presenti?
Sono pienamente convinto del fatto che genitori si diventa non perché si genera un figlio, ma perché si matura una visione del mondo diversa che presuppone, innanzitutto, tanta attenzione verso l’altro (il figlio, in questo caso) che va anche a scapito di un’attenzione verso di sé. Ciò vuol dire che si è o non si è un buon genitore indipendentemente sia dal fatto di essere genitore “naturale”, sia dal proprio orientamento sessuale…
Per quanto riguarda l’omosessualità, ritengo che oggi l’Italia sia rimasta troppo indietro rispetto alla legislazione che deve (e sottolineo deve) garantire uguali diritti a tutti i cittadini. Voglio dire che oggi, in Italia, ci sono cittadini di serie A e cittadini di serie B solo perché alcuni hanno pulsioni eterosessuali e altri omosessuali. Mi sembra davvero una situazione paradossale e inconcepibile: è assurdo, infatti, che una consistente parte di popolazione non possa godere di alcuni diritti solo perché sotto le lenzuola di casa sua non agisce come fa un’altra parte di popolazione. Questo vuol dire che lo Stato in qualche modo sanziona (togliendo diritti) un cittadino solo perché è omosessuale. Lo priva di diritti fondamentali come fosse un fuorilegge, ma un omosessuale non è un criminale, così come non è un malato!
Trasgredisco.
Facciamo un piccolo esperimento marzulliano: fatti una domanda e datti una risposta.
Sei felice? Sì. (Spero di essere stato marzulliano nella domanda!).

http://culturaperta.wordpress.com/

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