Dalla rassegna stampa Cinema

Ivory: non confondetemi con Hopkins

L’inconfondibile Ivory Touch si riaffaccia in Quella sera dorata, che Teodora Film fa uscire nelle sale l’8 ottobre. … Hopkins è un omosessuale cinico e raffinato che in una tenuta in Uruguay vive con alcuni parenti serpenti (Charlotte Gainsbourg, Laura Linney)…

L’inconfondibile Ivory Touch si riaffaccia in Quella sera dorata, che Teodora Film fa uscire nelle sale l’8 ottobre. Ma lui non si sente nei panni del Maestro old fashion degli adattamenti in costume: «In Italia conoscete solo il 60 per cento del mio cinema, il resto sono storie contemporanee». James Ivory ritrova Anthony Hopkins: «L’ultima volta, in Surviving Picasso, non fu soddisfatto della sua prova. Ultimamente gli offrono ruoli ai limiti del mostruoso, lui si trova bene in un cast corale, non dimentichiamo che viene dal teatro». Hopkins è un omosessuale cinico e raffinato che in una tenuta in Uruguay vive con alcuni parenti serpenti (Charlotte Gainsbourg, Laura Linney); ricevono la visita non gradita di un borsista (Omar Metwally) che vorrebbe scrivere la biografia del loro congiunto autore di un unico venerato romanzo. Il film, dopo l’apparizione un po’ frettolosa all’ultimo Festival di Roma, è tratto dal bestseller di Peter Cameron. Adelphi, col passa parola, ne ha vendute 100 mila copie. Ivory è stato attratto dalla «leggerezza, nonostante i conflitti, finisce con un lieto fine mozartiano». In giugno Ivory avrà, nel segno della pittura, una camera con vista a Firenze: «In piazza della Signoria sarò regista di uno spettacolo gratuito, tra proiezioni e danza, dedicato ai 500 anni della nascita del Vasari». MILANO — Una lunga malattia, che ieri ha avuto la meglio: se n’è andato Vincenzo Crocitti. Nella sua amata Roma, dove era nato il 16 luglio del 1949. Grande caratterista del cinema (e della tv), Crocitti era diventato famoso nel 1977 grazie al Borghese piccolo piccolo di Monicelli: era il figlio di Sordi, ucciso casualmente durante una rapina, evento drammatico che scatena la voglia di vendetta del padre, tanto da trasformare il travet Sordi in un implacabile giustiziere. Dopo, per lui, c’è stato tanto, tantissimo lavoro. Soprattutto in televisione: dal 1998 al 2007 è stato il dottor Mariano Valenti nella serie di Raiuno «Un medico in famiglia», e dal 2002 al 2007 il vicebrigadiere Vittorio Bordi per «Carabinieri» di Canale 5. Ma alla fine era tornato al suo primo amore, il cinema. Con La vita è una cosa meravigliosa Vanzina e Una sconfinata giovinezza, l’ultimo suo film, firmato Pupi Avati, escluso con qualche polemica dalla recente Mostra di Venezia (in uscita settimana prossima). E così Avati ieri ha ricordato Crocitti: «A volte si dice di tanti che ci lasciano che era una brava persona, ma questa volta corrisponde alla realtà. È stato anche un grande caratterista in un cinema come quello italiano dove i caratteristi sembrano non servire più». ( ma. plu.)

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