Dalla rassegna stampa Personaggi

Pasolini e «Petrolio» La fonte ritrovata

…Coincidenze che potrebbero rimettere in discussione il movente sessuale dell’omicidio di Ostia. La questione giudiziaria viene affrontata anche nel saggio critico-biografico Morire per le idee di Roberto Carnero, appena uscito da Bompiani…

Sono passati oltre sei mesi dal 2 marzo, quando il senatore Marcello Dell’Utri annunciò di avere trovato il famoso capitolo scomparso del romanzo Petrolio di Pier Paolo Pasolini. Quei fogli, disse, sarebbero stati esposti alla Mostra del libro antico di Milano. «L’ho letto ma non posso ancora dire nulla, è uno scritto inquietante per l’Eni», precisò Dell’Utri, aggiungendo che si trattava di 78 veline gialline intitolate «Lampi su Eni»: «Le ho avute tra le mani per qualche minuto, sperando di poterle leggere con calma dopo». Ma tutto rientrò nel giro di qualche giorno, perché, secondo Dell’Utri, il detentore di quelle carte nel frattempo era scomparso.
Su quel capitolo, testimoniato nel dattiloscritto del romanzo solo da una carta bianca con il titolo «Appunto 21», si è molto discusso: alcuni ritengono che non sia mai esistito, altri che sia stato trafugato dalla casa di Pasolini qualche giorno dopo il suo assassinio. Sarebbero pagine dal contenuto scottante sul caso Mattei, sulla scalata di Cefis all’Eni e su episodi oscuri della sua partecipazione alla Resistenza. Nel capitolo successivo, del resto, Pasolini fa riferimento all’ «Appunto 21» come a una sezione già scritta. Ma questione filologica a parte, la faccenda è caduta nel vuoto. Né l’interrogazione parlamentare sollecitata da Walter Veltroni ha chiarito le circostanze dell’annuncio di Dell’Utri. Né la magistratura ha fatto progressi nell’indagine su quel presunto «corpo di reato».

C’è ovviamente chi ironizza sul solito complottismo all’italiana, e c’è chi si ostina a cercare di vederci chiaro. Effigie manda in libreria in questi giorni la fonte di Petrolio: si tratta di Questo è Cefis, un volume pubblicato nel ’72 dall’Agenzia Milano Informazioni e firmato dallo pseudonimo Giorgio Steimetz. Quel libro, una denuncia violenta delle trame economico-politiche del successore di Mattei, scomparve immediatamente dalla circolazione: Pasolini ne ebbe una fotocopia che gli servì per la stesura del suo romanzo. Ora il libro-fantasma lo possiamo leggere con un’introduzione di Carla Benedetti e Giovanni Giovannetti, i quali ricostruiscono, anche sulla base della richiesta d’archiviazione sul caso Mattei scritta dal giudice Vincenzo Calia, il ruolo di Cefis (citato nel romanzo come il responsabile della morte del presidente dell’Eni) nell’intreccio tra affari criminalità e politica Anni 70, la scia di sangue legata al petrolio in Italia, le possibili piste individuate da Pasolini nei mesi in cui scriveva il suo ultimo romanzo e pubblicava i suoi editoriali «corsari» sul Corriere. Coincidenze che potrebbero rimettere in discussione il movente sessuale dell’omicidio di Ostia. La questione giudiziaria viene affrontata anche nel saggio critico-biografico Morire per le idee di Roberto Carnero, appena uscito da Bompiani. Fatto sta che sapere una volta per tutte dal senatore Dell’Utri chi fu a offrirgli quel capitolo scomparso (lo stesso personaggio da cui ebbe una copia dello Steimetz che, con un altro volume introvabile su Cefis, fu esposta a Milano) o, eventualmente, come mai è saltata fuori quella bufala, sarebbe il minimo da cui ripartire.

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