Dalla rassegna stampa Cinema

«La Padania» a sorpresa: puntiamo su Saverio Costanzo

«La solitudine dei numeri primi» diretto dall’autore romano. Il padre Maurizio: viva il quotidiano leghista che non ha pregiudizi

MILANO — La Padania che tifa per l’Italia pare un ossimoro, caos calmo, contraddizione in termini. Eppure ieri il quotidiano verde, la voce del Nord, ha dedicato una pagina alla Mostra del cinema dal titolo eloquente: «Italiani in concorso. Puntiamo forte su Saverio Costanzo». Regista che non ha certo un’aura leghista, ma che per il quotidiano diretto da Leonardo Boriani pare essere l’unico con qualche possibilità di aspirare a un premio con La solitudine dei numeri primi tratto dal best seller di Paolo Giordano.

Maurizio Costanzo, che di Saverio è il padre, la vede così: «Viva la Padania che si è accorta di questo film e lo giudica senza pregiudizi». Stupisce l’appoggio a un regista romano e di sinistra. Che dalle parti della Lega suona come lesa maestà: «Saverio nelle scelte politiche come nella sua romanità è uno schivo — racconta Costanzo, che dal 13 settembre torna su Raiuno con il suo Bontà loro —. Non è romano come le ragazze “der calippo e ’na bira”» dice riferendosi al video tormentone dell’estate con le ragazze di Ostia diventate cliccatissime per la loro parlata romanesca.

È una storia di formazione con protagonisti due ragazzi solitari e incomprensibili come i numeri primi, vicinissimi eppure lontani, a interpretarli sullo schermo Alba Rohrwacher e Luca Marinelli. Maurizio Costanzo ha già visto La solitudine dei numeri primi, non nel montaggio finale, ma abbastanza per essersene fatto più di un’idea. Che giudizio ne dà, da padre e da spettatore? «Da padre posso solo dire che sono orgogliosissimo di lui, fin dal primo film. Quando Private vinse il Pardo d’oro al Festival di Locarno nel 2004 mi sono sentito come un autore di varietà che scopre che il figlio è Ibsen. Abbiamo un rapporto di confidenza e rispetto. Glielo dico sempre: non ti ruberò mai mezzo centimetro di riflettori». E da spettatore come giudica il film? «Mi sembra che Saverio abbia dato calore a un libro bello e importante come quello di Giordano, ma che ha qualcosa di algido. Ha scelto un protagonista molto interessante (Luca Marinelli, ndr) e poi è sempre bello vedere Isabella Rossellini».

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