Dalla rassegna stampa Libri

I gay? Uguali (agli eterosessuali) ma davvero diversi (tra loro)

“Gli omosessuali, quando si vuole adottare un piglio colto, vengono chiamati “diversi”, il problema invece è proprio l’opposto, che nel bene e nel male sono fin troppo simili agli eterosessuali e semmai sono diversi tra loro”.

Simona Argentieri, medico psicoanalista, ha scritto un agile saggio sull’omosessualità che indaga sui pregiudizi culturali con cui le persone comuni, ma anche i legislatori e i terapeuti, si accostano al tema e ci aiuta a capire quanto sia falsa la contrapposizione tra mondo gay ed etero.
La psicoanalisi può colmare i vuoti legislativi e culturali?
“Certo che no. A me stava a cuore invogliare le persone a riflettere. Non fare una specie di vademecum su come interpretare o affrontare l’omosessualità, ma invitare a rivolgere domande a se stessi e cercare di vedere cosa possiamo capire di noi attraverso il modo in cui definiamo l’omosessualità”.
Lei sostiene che dichiararsi omosessuali può essere una mera difesa.
“Succede continuamente che arrivino alla consultazione pazienti con un’autodefinizione: “sono omosessuale”. E sembra che quella definizione dica tutto. In realtà non dice niente, il problema sta nel verbo “sono” piuttosto che nell’aggettivo. Per le persone l’omosessualità è diventata una specie di facciata difensiva, che serve a spiegare qualunque problema”.
Lei non crede nemmeno nell’omosessualità latente.
“Credo sia una categoria diagnostica troppo semplice, perché siamo tutti latentemente omo o etero. Si tratta di vedere poi questa potenzialità in che direzione va. Il concetto di omosessualità latente viene troppo usato spesso come un jolly…”.
Perché l’omosessualità femminile viene vissuta come meno eversiva?
“Perché, a torto, si pensa che le donne pratichino una sessualità meno dirompente, meno connotata dall’istinto e dalla passione. E che la loro omosessualità sia una sorta di rifugio regressivo in un comportamento “materno” di tenerezza e di contatto”.

A qualcuno piace uguale
Simona Argentieri
Einaudi, pp. 125 [euro10]

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